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Per Monti una strada già in salita

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Per Monti una strada già in salita

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L’Italia potrebbe avere un nuovo governo già da lunedì, se Silvio Berlusconi manterrà fede alla promessa di dimettersi dopo l’approvazione della legge di stabilità. Il premier si è riunito coi suoi a Palazzo Grazioli, e non è escluso che dal suo cilindro esca un nome alternativo a quello di Monti.

Napolitano auspica un’azione di governo efficace e condivisa, ma anche se i mercati sembrano avere accolto con favore gli ultimi sviluppi, il lavoro da fare resta tanto: “Mario Monti rappresenta solo il primo passo per l’Italia – dice Gianmaria Bergantino, analista finanziario -, perché implementerà la legge di stabilità e cercherà di implementare tutte le riforme che i Paesi europei hanno chiesto”.

A Roma non tutti sono sicuri che l’eventuale investitura di Mario Monti rappresenti la panacea per i problemi italiani: “Monti non lo conosco – dice un residente -. Tutto sta nella gente attorno che non va bene, questa ammucchiata che vogliono fare che è una stupidaggine. Qui non c‘è alcun riferimento politico. “Onestamente trovo, se posso esprimere il mio parere, un equilibrio in questo – dice un altro cittadino romano -, nel senso che tutte e due le parti effettivamente non sono capaci attualmente di potere essere valide per i nostri fabbisogni reali”. “Non so se riusciamo a scongiurare il default – dice un imprenditore -. Non sono ottimista”.

Per ora i partiti sembrano restare sulle loro posizioni e il lavoro per l’assegnazione dei ministeri è già febbrile.