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La Grecia si affida al "tecnico" Lucas Papademos

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La Grecia si affida al "tecnico" Lucas Papademos

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E’ nelle mani di un tecnico che la Grecia affida il delicato periodo di transizione verso nuove elezioni. Sessantacinque anni, Lucas Papademos ha il compito, non facile, di riscuotere la fiducia del creditori internazionali e dei mercati finanziari.

Diplomato ad Atene, completa gli studi negli Stati Uniti, dove ottiene una laurea in fisica al Mit di Boston e poi un dottorato in economia. La carriera accademica inizia alla metà degli anni ’70 alla Columbia University di New York. Nel 1980, entra come esperto economico alla Federal Reserve di Boston. Cinque anni più tardi, torna ad Atene dove viene nominato consigliere economico della Banca di Grecia, finendo per diventarne governatore nell’ottobre 1994.

Forte di questa posizione, ha un ruolo chiave nel processo di integrazione della Grecia nella zona euro. Presenta infatti la moneta unica come lo scudo con cui le piccole economie possono ammortizzare i traumi esterni. L’Unione europea riconosce il suo impegno nel 2002, offrendogli l’incarico di vice-presidente della Bce: una posizione che ricopre, affiancando Jean Claude Trichet, fino al maggio 2010. E’ allora che il governo Papandreou chiede la sua consulenza per il salvataggio della Grecia.

Europeista convinto, Papdemos è, secondo diversi analisti, l’uomo giusto al momento giusto. Zsolt Darvas, Bruegel think tank: “Lucas Papdemos è stato membro del consiglio direttivo della Bce e, per quanto ne so, è una figura super partes in politica. E’ quindi in grado di unire i diversi schieramenti e può guidare un governo che abbia il sostegno sia dell’attuale parlamento che della popolazione”.

Le priorità di Papademos restano la riduzione del debito e del deficit: obiettivi che lo obbligheranno a continuare con la ricetta dell’austerità che da un anno e mezzo alimenta la collera dei greci. Ma il suo profilo di tutto rispetto costituisce la migliore garanzia per rassicurare i partner di Atene e placare i mercati.