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Crisi dell'Euro: la sfida dei Ventisette

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Crisi dell'Euro: la sfida dei Ventisette

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La crisi greca e gli ultimi sviluppi politico-economici in Italia riportano alla ribalta un argomento di cui si parla ormai da tempo: l’Europa a due velocità. Per mettere a tacere voci di contatti tra Parigi e Berlino volti a valutare la possibilità di una versione più ridotta dell’Eurozona è intervenuto anche il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude-Juncker: “Sono allergico a certe sciocchezze diffuse da alcuni e alla volontà di creare divisioni nella zona Euro. L’Euro è un gruppo solido”.

Secondo il presidente della Commissione europea Barroso, spaccare la zona Euro o l’Unione manderebbe in fumo in una fase iniziale il 50 percento del Pil nazionale dei Paesi membri. A Francoforte, un cittadino la pensa così: “Non so per quanto potremo sopravvivere con questo modello, credo che un’Europa a due velocità sarebbe molto meglio”.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy non ha mai nascosto la propensione per un’Europa a due velocità. Intanto per fugare ogni dubbio il cancelliere tedesco Angela Merkel ha detto: “La Germania ha un solo obiettivo: stabilizzare la Zona Euro”.

Con noi da Bruxelles c‘è Daniel Gros, direttore del centro per gli studi di politica europea. Signor Gros, ci aiuti a capire la situazione. I rendimenti dei bot italiani hanno raggiunto un livello che rende praticamente impossibile il rifinanziamento del debito del Paese. Le riforme annunciate da Roma saranno sufficienti per ristabilire la credibilità italiana?

Daniel Gros, Centre for european policy studies:

“La risposta è sì e no. Per quanto riguarda l’Italia, non conta solo se il pacchetto di riforme sarà implementato o meno. La cosa più importante è che il Paese sostenga davvero queste misure. Se il pacchetto sarà adottato da una maggioranza ristretta del parlamento, ma poi le parti sociali non faranno ulteriori concessioni, allora non basterebbe. Se invece ci fosse un’ampia maggioranza in parlamento e i sindacati dicessero, vogliamo dare il nostro contributo, allora sarebbe sufficiente. E questo potrebbe porre fine alla crisi rapidamente”.

Stefan Grobe, euronews:

“Una volta lei ha detto che il destino dell’euro sarebbe stato deciso in Italia. Ora siamo a quel punto. L’euro potrebbe sopravvivere senza Italia e Grecia?”

Gros:

“L’euro può certamente sopravvivere senza la Grecia, ma non senza l’Italia. Se c‘è un default dell’Italia, altri Paesi come Spagna e Portogallo possono finire in default. Anche la Francia potrebbe trovarsi in difficoltà. Un default dell’Italia significherebbe la fine dell’euro, forse la fine dell’integrazione europea. L’Italia detiene le chiavi della sopravvivenza dell’euro, è chiaro”.

euronews:

“Cosa possono fare i leader dell’eurozona? Lei ha fatto delle proposte, come la creazione di un fondo monetario europeo. E’ ancora fattibile?”

Gros:

“Il fondo monetario europeo, se fosse esistito avrebbe certamente contenuto i problemi di Grecia, Portogallo e Irlanda. Ma ora siamo andati oltre. Non si tratta più di parlare di un fondo monetario europeo, ma di una vera leadership europea. Chi ha l’ultima parola? Berlino? Il potere fiscale della Germania? O è la Banca centrale europea? Stiamo andando verso una situazione in cui solo un forte intervento della Bce può salvare la situazione, visto che persino il contribuente tedesco è incapace di soccorrere l’Italia. Forse la Bce è l’ultima spiaggia”.

euronews:

“Soffermiamoci su questo. Negli Stati Uniti il peggio della crisi del debito è stato evitato da un’azione decisa della Federal Reserve, la banca centrale del Paese. In Europa abbiamo la Bce, questa dovrebbe avere più poteri per contenere i mercati finanziari?”

Gros:

“La Bce ha un problema che la Federal Reserve non ha: si basa sulle banche centrali nazionali e sui governi nazionali. E questi governi nazionali hanno interessi divergenti. La tedesca Bundesbank ad esempio pensa che la stabilità monetaria sia in pericolo e debba essere protetta.

Altre banche ritengono che la Bce debba sostenere i Paesi in crisi di liquidità. In teoria la Bce ha la forza d’urto di cui ha bisogno. La domanda è: la Bce vuole usarla? Può farlo per salvare uno o due Paesi? Questo è il grande conflitto iniziato dietro le quinte a Francoforte. Ed è l’esito di questo conflitto che alla fine determinerà se l’Italia conserverà l’euro o no”.

euronews:

“Che risultato si aspetta?”

Gros:

“Se l’Italia implementa le misure di austerità allora la Bce userà i suoi mezzi finanziari e l’euro potrà essere salvo”.