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A rischio in Spagna il matrimonio gay

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A rischio in Spagna il matrimonio gay

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La Spagna rischia di fare marcia indietro sul matrimonio gay.

La legge del giugno 2005, che ha parificato il matrimonio fra persone dello stesso sesso a quello fra uomo e donna, è uno dei risultati più celebrati della prima legislatura Zapatero. Ma il ricorso presentato di fronte alla Corte costituzionale dal Partito popolare getta nell’incertezza migliaia di coppie.

Così come la prospettiva di una vittoria elettorale del partito di Rajoy. In questi sei anni, in Spagna sono stati celebrati più di 23 mila matrimoni omosessuali, fra cui quello di Sara e Pilar, diventate moglie… e moglie nel 2007. Vivono a Saragozza con i loro gemelli.

Racconta Sara: “Ci siamo sposate un po’ di corsa: abbiamo approfittato del momento e della copertura che ci dava la legge quando la gravidanza era già in stato avanzato, soprattutto perché eravamo preoccupate per la situazione legale dei bambini”.

Le due donne sono entrambe madri legalmente riconosciute dei gemelli nati con la riproduzione assistita. Per loro questa legge è ben più che una vittoria di principio, dice ancora Sara: “Quando ti sposi tutti vengono al matrimonio, ti fanno regali e vengono a vedere i bambini quando nascono. Insomma, ci siamo accorte che questa legge ha favorito la visibilità e la normalizzazione anche all’interno delle istituzioni. Non sei più in balia dell’ideologia di un funzionario, perché c‘è una norma legale che ti protegge”.

Sara è ottimista: non pensa che la Spagna possa tornare indietro, i matrimoni gay fanno ormai parte della vita di tutti i giorni: “Indipendentemente da quel che deciderà la Corte costituzionale, o da quel che farà il Partito popolare, noi resteremo una famiglia. Anche se ci rubano il libretto di famiglia, anche se tolgono ai miei figli il cognome di una delle due madri, resteremo una famiglia, ma è vero che noi e i nostri figli avremo una vita molto più complicata…”

L’Associazione delle madri lesbiche e dei padri gay di Saragozza ha chiesto ai Popolari di ritirare il ricorso. Ma in alcuni casi perfino questo potrebbe non bastare. Per Susanne, tedesca, madre di tre figli, le cose sono ancora più complicate: “Sono molto preoccupata, e se le cose fossero diverse in Germania, probabilmente avrei cercato lavoro là, perché attualmente la situazione in Spagna non è buona. Ma lo status giuridico e legale dei miei figli sarebbe a rischio in Germania. Poiché è mia moglie ad averli partoriti, probabilmente non sarei riconosciuta come genitore al cento per cento come in Spagna. E per me sarebbe drammatico se mi togliessero i figli, o i diritti che ho qui su di loro”.