ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

15-M, le ragioni dell'indignazione spagnola

Lettura in corso:

15-M, le ragioni dell'indignazione spagnola

Dimensioni di testo Aa Aa

A risvegliare l’indignazione di migliaia di spagnoli, nel maggio scorso, era stata la risposta della classe politica alla crisi economica. E’ la vigilia delle elezioni municipali e regionali. Attraverso il sito internet “Democracia Real Ya”, il movimento si dà appuntamento a Puerta del Sol, nel pieno centro di Madrid, e la occupa per giorni. Otto mesi dopo, incontriamo su questa piazza, divenuta il luogo simbolo del movimento 15-M, alcuni dei partecipanti a quelle giornate di protesta.

Santiago Roldán, insegnante di educazione física: “Il movimento 15-M ha avuto il merito di risvegliare le coscienze. Ha fatto capire alla gente che non è sola, che può unirsi a noi, che può venire a manifestare, che fa parte della società e che anche il nostro movimento fa parte della società”.

Tra gli indignados, molti sono giovani diplomati e senza lavoro. Una delle loro rivendicazioni principali, è una riforma dell’attuale legge elettorale che, dicono, favorisce in misura eccessiva i due partiti maggiori. Andrea Raboso, laureata in Storia: “Non mi aspetto niente, la sola cosa che vorrei è che Popolari e Socialisti si unissero in un unico partito, così almeno la faremmo finita con questa farsa dell’alternanza: sono gli unici partiti che possono andare al governo e fanno la stessa politica”.

Il movimento si è mobilitato anche a favore di chi non riesce più a pagare le rate del mutuo, affinché non debba perdere la casa. In tre anni, in Spagna, ci sono state 300mila espulsioni. Un’esperienza attraverso cui è passata anche la psicologa Tatiana Roeva: “Ho un debito di quasi 300mila euro, che non riuscirò a saldare in tutta la mia vita e che finirà per ereditare mia figlia. Bisogna battersi per cambiare la legge sulle ipoteche che è ingiusta con le persone, mentre protegge le banche. Con questa legge, le banche hanno l’impunità”.

Le banche sarebbero le beneficiarie di un sistema che stritola i soggetti economicamente più deboli, come spiega un consulente legale del movimento. “Le agenzie immobiliari, insieme alle banche e ai promotori, hanno fatto lievitare artificialmente il prezzo degli immobili – sostiene l’avvocato Rafael Mayoral – E in questo momento di crisi se la prendono con chi ha perso il lavoro e non riesce a rimborsare le rate del mutuo. Nel frattempo, le banche ricevono miliardi di euro in aiuti pubblici, vale a dire denaro dei contribuenti”.

Il movimento 15-M reclama che chi ha permesso tutto ciò sia chiamato a risponderne in tribunale.