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Legge di stabilità, ultimo atto del governo Berlusconi

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Legge di stabilità, ultimo atto del governo Berlusconi

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Legge di stabilità finanziaria. Sarà questo l’ultimo atto del governo Berlusconi prima delle dimissioni del primo ministro italiano e uno scenario ancora da definire. Su un’accelerazione dei tempi di approvazione si sono detti d’accordo tutti i capigruppo alla Camera. Propongono un sì definitivo entro sabato.

La legge di stabilità contiene le misure chieste dall’Unione Europea. L’innalzamento dell’età pensionabile di tutti i lavoratori per arrivare a quota 67 anni nel 2026, privatizzazioni, liberalizzazioni e la riforma del mercato del lavoro, tra cui incentivi all’occupazione di giovani e donne.

Su Roma fanno pressione anche gli ispettori di Unione Europea e Bce in visita in Italia. “Si adottino misure immediate”, in direzione delle richieste espresse ad agosto in una lettera della banca centrale europea, è stato il loro monito.

Intervista con Luigi Spinola, giornalista e analista politico

Claudio Rosmino, euronews:

“Il presidente del Consiglio si è detto pronto a dimettersi dopo il voto sul maxiemendamento.

Realisticamente, in che tempi Lei pensa si possa arrivare all’approvazione delle misure richieste da Bruxelles e dalla Banca Centrale Europea?”

Luigi Spinola:

“La soluzione concordata ieri con Napolitano, in realtà, prevede un calendario abbastanza rigido. Tecnicamente ci potrebbero volere circa due settimane, forse potremmo arrivare fino alla fine del mese. Dal punto di vista politico, è chiaro che l’opposizione ha tutto l’interesse di accelerare

questi tempi per chiudere, in qualche modo, anche la vicenda politica berlusconiana. D’altra parte l’opposizione sa che l’interesse politico, strategico di Berlusconi potrebbe essere di attardare i tempi dell’uscita da Palazzo Chigi per poter allontanare l’ipotesi di un governo tecnico e favorire invece elezioni anticipate. Il punto è che questa è la partita politica italiana, che i tempi del calendario italiano in questo momento sono dettati fuori: in parte dall’Europa, ma soprattutto dai mercati. La mia impressione è che i mercati potrebbero essere il grande acceleratore. La pressione sui titoli italiani, qualora diventasse insostenibile, potrebbe accelerare ulteriormente questi tempi.

euronews:

“L’Italia ha la sufficiente autorità politica e ancora il tempo per poter applicare un piano di riforme così drastico?”

Luigi Spinola:

“Io penso proprio di sì. Perché in realtà questo piano di riforme non è un piano che ci impone l’Europa o che ci impongono i mercati. Sono per lo più riforme e misure che la classe dirigente italiana sa, da circa vent’anni, di dover attuare. Siccome questo Paese dà il meglio di sé quando si trova con le spalle al muro, io penso che anche in questo momento sia possibile. Tanto più che l’Italia è un Paese solido, ha una base imprenditoriale molto forte, è la terza economia dell’Unione europea. Credo che sia possibile. L’unica avvertenza è riuscire a sottrarre in qualche modo il destino nazionale e queste riforme alla competizione politica elettorale”.

euronews:

“I mercati stanno inviando segnali di sempre maggiore nervosità, la situazione non rischia di sfuggire al controllo?”

Luigi Spinola:

“È chiaro che il rischio c‘è. La crisi italiana, come dicevo prima, viene veramente dettata, quasi ora per ora, da quello che sta accadendo sui mercati e da questo spread tra i titoli italiani e i titoli tedeschi che si va inesorabilmente allargando. Confermo che, a mio modo di vedere, ci sarà la possibilità di varare il pacchetto e poi, eventualmente, anche di avere una soluzione più sul lungo periodo”.

euronews:

“Spetterà al presidente Napolitano la decisione sul dopo Berlusconi. Quale opzione potrebbe rassicurare maggiormente i mercati: elezioni anticipate, governo tecnico o di unità nazionale?”

“La soluzione preferita dal Colle, la soluzione preferita da Bruxelles e probabilmente dai mercati sembra essere quella di un governo il più possibile largo, ampio che voti soluzioni condivise magari con una figura di primo piano rispettata come Mario Monti. Bisogna vedere se il contesto politico italiano lo permetterà”.

euronews:

“Per concludere: si sta scrivendo il capitolo finale dell’era Berlusconi o stiamo assistendo alla conclusione della sua carriera come primo ministro?”