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Italia: la paura ha cambiato campo

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Italia: la paura ha cambiato campo

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Martedì, nella votazione sui conti pubblici, Silvio Berlusconi ha ottenuto solo 308 voti, otto in meno rispetto alla maggioranza assoluta del Parlamento.
Qualche ora più tardi, il presidente della Repubblica ha confermato le ormai prossime dimissioni di Silvio Berlusconi.
Alessandra Quattrocchi, redattore capo centrale dell’agenzia TmNews, ci ha spiegato come si è arrivati a questa situazione e come stanno reagendo gli italiani:
 
euronews:
“All’indomani dell’annuncio delle prossime dimissioni di Silvio Berlusconi, qual è il clima in Italia?”
 
Alessandra Quattrocchi, TMNews:
“La gente è preoccupata, soprattutto a causa dei ribassi della Borsa, che ha reagito molto male. C‘è anche molta inquietudine sul piano politico. Non sappiamo ciò che accadrà nelle prossime due settimane e neppure in quelle a venire. Questo clima è accentuato dai media che da ieri non fanno altro che parlare di ciò che sta succedendo, della situazione finanziaria dell’Italia, speculando su ciò che potrebbe accadere. All’inquietudine si aggiunge il conflitto istituzionale. Una parte della popolazione
e molti analisti sono infastiditi nel vedere dei partiti
politici, il centrodestra, chiedere al presidente della Repubblica la convocazione di elezioni, quando non 
spetta loro decidere. Occorre sapere che il presidente italiano non ha altri poteri se non quello di assicurarsi che un governo abbia o meno la maggioranza per governare e in base a quello sciogliere il Parlamento o chiedere la formazione di un nuovo esecutivo”.
 
euronews:
“Silvio Berlusconi finora era sempre riuscito a superare indenne i voti di fiducia. Cos‘è accaduto di diverso ieri?”
 
Alessandra Quattrocchi:
“Siamo arrivati a un punto di non ritorno. Silvio Berlusconi prima aveva ottenuto dei voti, a volte anche promettendo dei posti o altre volte, secondo alcune testimonianze, comperandoli. È un uomo potente, molto ricco che ispira devozione ma anche 
paura di non piacergli. Berlusconi non ha ottenuto la maggioranza assoluta e quindi la differenza l’ha fatta una manciata di voti. Erano quattro giorni che alcuni tergiversavano. Per la prima volta la maggioranza che lo sostiene ha pensato che fosse troppo rischioso rimanere con lui. La paura ha cambiato campo. Ieri i suoi ultimi sostenitori hanno avuto paura per il loro avvenire politico, e forse anche paura di non trovare un lavoro in caso di scioglimento delle Camere. C’era anche una pressione enorme dei mercati e una pressione interna, in Italia, dei media e di alcuni politici. Ma alla fine l’Unione europea e il Fondo Monetario Internazionale, che non vogliono più Silvio Berlusconi, hanno fatto la differenza. Improvvisamente è diventato chiaro ai suoi sostenitori, in Parlamento e nel governo, che non era più possibile affrontare la pressione internazionale”.
 
euronews:
“All fine, qual è il fattore che più ha pesato sulla perdita della maggioranza da parte di Silvio Berlusconi?”
 
Alessandra Quattrocchi:
“Alcuni sondaggi, realizzati ieri tra gli italiani, mostrano che circa il 35% delle persone pensa che la causa principale sia la sua perdita di credibilità nel Paese. Poi, per il 16%, a pesare è la crisi finanziaria e infine i problemi interni alla maggioranza.
La maggior parte degli economisti italiani crede che la perdita di credibilità di Silvio Berlusconi sulla scena internazionale, e non soltanto in Italia, sia la ragione principale della sua caduta. L’Italia ha un grave problema di debito pubblico e deve attuare delle riforme, tra cui quella delle pensioni, ma i fondamentali dell’economia sono sani. L’Italia si è trovata intrappolata dai mercati, perché viene considerata poco reattiva nel reagire ai problemi di debito e un capo di governo senza credibilità internazionale. La crescita rischia dunque di restare paralizzata fino a quando questi problemi non saranno risolti. Ma sulla scena internazionale nessuno più ascolta Silvio Berlusconi. Di colpo è diventato un vaso di coccio tra vasi di ferro. Con qualcuno di più serio che lo guida, il Paese potrebbe ottenere di più”.
 
euronews:
“Cosa potrebbe accadere nei quindici giorni dopo l’approvazione della nuova Legge di stabilità a metà novembre?”
 
Alessandra Quattrocchi:
“Il presidente della Repubblica può chiedere la formazione di un governo definito ‘tecnico’. Il che vuol dire senza basi politiche ma con persone di forti competenze come Mario Monti, un economista che è stato Commissario europeo. Al momento non vedo altri che potrebbero guidare un simile esecutivo. L’altra ipotesi è che il presidente, constatata l’assenza di una maggioranza, sciolga il Parlamento, il che vorrebbe dire elezioni. Che però non avrebbero luogo prima di gennaio”.