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La fine dell'era del Biscione. O no?

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La fine dell'era del Biscione. O no?

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Non è la prima volta che Silvio Berlusconi deve leccarsi le ferite. E del resto, ha sempre saputo incassare con grinta, riuscendo a voltare in proprio favore ogni attacco.

Amico d’infanzia di Bettino Craxi, fa la sua “discesa in campo” nella politica sulla scia del dopo Tangentopoli. Promettendo il miracolo economico e fa leva sulla propria ricchezza: agli italiani stufi di decenni di corruzione, un miliardario sembra una garanzia di affidabilità.

Un’affidabilità che non regge alla prova. Nel giro di sette mesi, la Lega Nord di Umberto Bossi ritira l’appoggio al governo e avvia una violenta campagna contro lo stesso Berlusconi accusandolo di mafia. Nel dicembre del 1994, il neo presidente del Consiglio è costretto a dimettersi.

Mentre guida l’opposizione, deve difendersi in tribunale in una serie di procedimenti giudiziari per reati che vanno dal falso in bilancio al concorso in strage. Se la caverà sempre, quasi mai assolto con formula piena.

E nel 2001 torna, trionfalmente, al governo, con la Casa delle Libertà, una coalizione che include gli ex “traditori” della Lega Nord.

Non lo scalfisce nemmeno l’imbarazzante gaffe in cui incappa all’inizio del turno della presidenza italiana all’Unione europea. Per lui il socialdemocratico Martin Schulz è un “Kapò”.

La parabola discendente comincia con il vaso di Pandora scoperchiato da “Ruby rubacuori”: la giovane magrebina salvata dal carcere da una telefonata del premier sarebbe una delle tante ragazze, fra cui molte minorenni, pagate per partecipare a festini a sfondo sessuale.

Ma non basta neanche questo. Il colpo di grazia, invece, arriva proprio dallo strumento che meglio sa gestire: il denaro.

Se la coalizione stava già perdendo pezzi per via degli scandali, con la sferzata di Bruxelles sui conti pubblici è una vera e propria emorragia.

Le proteste di piazza fanno capire che anche gli elettori gli hanno voltato le spalle.

Tra dispute politiche e una coalizione sempre più divisa, sembra un miracolo che Berlusconi sia sopravvissuto al voto di fiducia di ottobre.

Era l’ultimo colpo di coda del Biscione. Da vedere ora se riuscirà a cambiare pelle ancora una volta.