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Svolta politica non basta a ridare speranza ai greci

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Svolta politica non basta a ridare speranza ai greci

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L’annuncio di una svolta politica in Grecia è stato accolto con disincanto dalla maggioranza della popolazione, già provata da due anni di rigore e da una crisi di cui ancora non si intravede la fine.

Il prossimo governo di unità nazionale dovrà compiere le riforme invocate da Unione europea e Fmi, ottenendo lo sblocco della nuova tranche di aiuti da 8 miliardi di euro. Ma per molti questo non basta a migliorare le prospettive per il paese.

“Non mi aspetto niente, finché la gente non cambia e non capisce per chi deve votare – sostiene un residente di Atene – Il cambiamento ci sarà solo quando saremo affamati e ci sarà un sollevamento… solo allora le cose cambieranno”.

“Non ci sono leader politici per risanare l’economia – gli fa eco un suo concittadino – questo è l’inizio della fine dello stato, i fallimenti dell’ultimo governo e di quelli che lo hanno preceduto lo dimostrano. Un nuovo primo ministro da solo non basta, deve avere una forza politica alle spalle”.

“Penso che sarà un giorno migliore per la Grecia, un giorno migliore per l’economia della Grecia. Ho sentito che le elezioni potrebbero essere il 19 di febbraio e quel giorno credo che sarà davvero un giorno migliore”.

L’accordo tra il premier socialista Papandreou e il leader del principale partito dell’opposizione di destra, Antonis Samaras, è giunto nella notte. Nelle prossime ore sarà comunicato il nome del nuovo premier che guiderà il governo di unità nazionale, forse l’ex vicepresidente della Bce Lucas Papadimos.