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Berlusconi non si dimette e chiede la fiducia


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Berlusconi non si dimette e chiede la fiducia

Le voci delle sue dimissioni arrivano dalla sua stessa maggioranza. Ma Silvio Berlusconi non molla e chiama alla fiducia, domani, sul rendiconto alla Camera.

Una maniera per capire chi tradisce, in quella coalizione che ha già incassato una serie di defezioni.

O forse una manovra di distrazione da quel meeting dell’eurozona che stasera chiede al suo governo tempi e modalità delle tante riforme promesse.

“La situazione è estremamente volatile”, commenta Philip Pullela della Reuters, “È messo sotto pressione dai mercati e da molti membri del suo stesso partito. C‘è una ribellione tra i i ranghi, molti ritengono che la situazione non sia più sostenibile e chiedono le sue dimissioni”.

Tema sensibile anche in borsa, che va al rialzo alle prime voci e vede calare lo spread con i bond tedeschi, per poi frenare di nuovo dopo la smentita.

La Lega avverte: in mancanza dei numeri, si va a elezioni anticipate.

“O il Pdl riesce a ricompattare le fila”, ha detto in televisione il ministro dell’interno Roberto Maroni, “ sui giornali è pieno di polemiche all’interno del Pdl, gente che si accusa a vicenda. Oppure dovremo prendere atto che non c‘è più una maggioranza”.

Un richiamo all’ordine per gli alleati, mentre i finiani non esitano a parlare di aggiotaggio.

Giochi di palazzo mentre il paese reale si dibatte tra crisi e gravi emergenze.

Ogni storia può essere raccontata in molti modi: osserva le diverse prospettive dei giornalisti di Euronews nelle altre lingue.

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