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Disordini e arresti a Occupy Wall Street

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Disordini e arresti a Occupy Wall Street

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Occupy Wall Street mette alla gogna Obama, le banche e la finanza.

Ma la protesta, in nome di quel 99 per cento schiacciato dalla crisi, finisce in scontri con la polizia.

Dal parco Zuccotti occupato da più un mese e mezzo, il movimento arriva a Manhattan con un sferzata alla Casa Bianca in odore di immobilismo:

“Questa marcia è contro le banche e quello che hanno fatto all’economia americana”, spiega il newyorkese David Yale, “Vogliamo che siano chiamati a risponderne, che paghino per i danni che hanno fatto. La frode dovrebbe essere punita con il carcere”.

“Le corporations avrebbero potuto fare del bene con i loro soldi”, commenta Sandra Eagle dal Connecticut, “ma a mio avviso, per la loro avidità, erano disposte solo a devastare le risorse del paese, a devastare il proprio paese in nome del profitto personale”.

Il tam tam on line ha richiamato dimostranti da tutti gli Stati Uniti. Una mobilitazione di disobbedienza civile che incassa però una ventina di arresti.

“Era una protesta pacifica”, dice Clasina Dreisbach del Delaware, “E la polizia è stata orribile, sembrava la Gestapo”.

Nonostante le manette, gli attivisti non intendono lasciarsi intimidire e promettono un inverno di battaglia.