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Colombia: le Farc non si arrendono

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Colombia: le Farc non si arrendono

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La guerriglia colombiana delle Farc ha perso il suo capo assoluto, Alfonso Cano, ucciso in un attacco dell’esercito insieme alla sua compagna e a diversi guerriglieri.

Ma non si arrende e dice no all’appello alla smobilitazione lanciato dal presidente Juan Manuel Santo.

Su internet rende onore a Cano e fa sapere: “Non è la prima volta che gli oppressi piangono la morte di un leader, né la prima volta che lo sostituiscono con coraggio e con la convinzione assoluta nella propria vittoria”.

Il presidente colombiano dal canto suo si è congratulato con le forze armate per quello che ha definito come il colpo più duro sferrato contro i ribelli:

“Un’operazione iniziata il 15 ottobre, progettata con intelligenza da diversi servizi, con la collaborazione di persone interne alle Farc”.

Un’accusa che potrebbe minare l’unità delle Forze armate rivoluzionarie, già indebolite da arresti e morti eccellenti, nel delicato momento della successione ai vertici.

Ottomila gli uomini ancora a disposizione della guerriglia, che si finanzia principalmente con la cocaina.