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I vincitori del premio Wise

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I vincitori del premio Wise

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Il World innovation summit on education, Wise, è diventato una delle principali tribune sull’istruzione a livello globale. Oltre mille esperti si incontrano ogni anno a Doha, con lo scopo di sviluppare soluzioni innovative e incoraggiare i cambiamenti in questo campo.

- L’associazione Brac: sradicare la povertà

Il premio Wise, che consiste in mezzo milione di dollari, è stato assegnato a Fazle Hasan Abed, fondatore dell’associazione Brac, in Bangladesh. “Abbiamo iniziato 40 anni fa per alleviare la povertà in Bangladesh”, dice Abed. “Oltre a lottare contro la povertà, volevamo anche dare un’istruzione alla gente, gestiamo 35mila scuole, frequentate da un milione e 200mila allievi”.

- Vietnam: materiali didattici online

Sei progetti educativi sono stati ricompensati per il loro contributo innovativo all’istruzione. Tra questi il Vietnam open educational resources. Modellato sul progetto Connexions della Rice University di Houston e il MIT di Boston, questo consente un accesso gratuito a una piattaforma online in cui insegnanti e studenti possono condividere materiali.

Il sito registra circa 700mila visite al mese e 50mila visitatori unici che si connettono per leggere, scaricare e-book o ordinare testi cartacei. Oggi sono disponibili 20mila moduli, grazie al contributo di università e singoli individui che condividono le loro conoscenze attraverso materiali per l’insegnamento, forum e commenti.

- Suena Letras: un software per la lingua dei segni

Un altro progetto premiato a Doha è Suena Letras. Si occupa di insegnare a leggere e a scrivere ai bambini sordi e a promuovere l’uso del linguaggio dei segni. Il software, creato dal centro per lo sviluppo di tecnologie per l’integrazione in Cile, attraverso immagini, testi e video vuole rende l’apprendimento più divertente e contribuire all’integrazione dei bambini sordi con quelli che non lo sono. Puo’ essere utilizzato infatti da entrambi.

“Non c‘è una lungua universale dei sordi”, dice il fondatore Ricardo Rosas. “Questa cambia di Paese in Paese, inclusi i Paesi che condividono una lingua, come il castigliano in America Latina e Spagna. La buona notizia, tuttavia, è che sono più simili che le lingue orali. Per questo nella comunità di sordi tutti possono capirsi”.