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La Cina salva l'Europa?


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La Cina salva l'Europa?

In attesa che la Cina diventi la prima potenza economica mondiale, si stima entro i prossimi dieci anni, in attesa delle riforme della governance economica europea, Pechino garantisce il sostegno finanziario ai Paesi più fragili dell’area euro acquistando titoli del debito pubblico e garantendo un flusso di capitali.

La riserva di valuta straniera, di cui dispone Pechino, è la più grande al mondo e ammonta a 3200 miliardi di dollari, per il 25% circa in euro.

A favorire l’accumulo di riserve le esportazioni cinesi, che trovano slancio grazie ai prezzi competitivi del made in Cina.

Il costo del lavoro e un tasso di cambio tenuto artificialmente basso fanno poi la loro parte.

Primo partner commerciale, l’Unione europea ha esportato nel 2010 in Cina, beni per un valore di 113 miliardi di euro, pari al 38% in più rispetto al 2009.

Le importazioni europee dalla Cina sono state pari a 281 miliardi, ovverosia il 31% in più rispetto al 2009.

E la Repubblica popolare ha tutto l’interesse a sostenere quello che resta il suo miglior cliente.

Nei primi otto mesi del 2011 le esportazioni cinesi verso l’Europa sono passate dal 32% al 16%.

In termini di investimenti esteri è l’Unione che fa di più: nel 2010 ha investito quasi 5 miliardi di euro contro neppure un miliardo da parte cinese.

La crisi dell’euro rappresenta di sicuro un’ottima occasione per rafforzare la leadership cinese a livello mondiale.

Hong Lei, portavoce del ministro degli Esteri cinese:

“Non importa se accadrà oggi o domani, la Cina sarà comunque e sempre un importante investitore nel mercato finanziario europeo”.

Pechino in cambio degli aiuti offerti dal Dragone ai Paesi dell’Eurozona chiede che le venga riconosciuto con anticipo rispetto al 2016 lo status di economia di mercato.

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