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Berlusconi al G20 a mani vuote

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Berlusconi al G20 a mani vuote

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E’ un Silvio Berlusconi molto indebolito, quello che arriva al G20 di Cannes. Il maxiemendamento alla lettera all’Europa con gli impegni del governo italiano, nonostante le serrate trattative durate fino a notte, si è ridotto a una rapida lista di misure marginali. Niente su privatizzazioni, mercato del lavoro, tassa patrimoniale.

Eppure, fino a tardi, ieri si sperava in un colpo d’ala, necessario per arginare l’immagine di impotenza che si associa al governo Berlusconi, del quale ormai in tanti reclamano le dimissioni.

“Sarebbe opportuno che Berlusconi arrivasse al G20 con un decreto legge, per dimostrare l’impegno dell’Italia a mettere in pratica le decisioni assunte”, ha detto Antonio Tajani, del Pdl.

Obiettivo mancato, anche per il centrista Casini, che non esita a chiedere un passo indietro al premier.

“Gli italiani rischiano di pagare l’ostinazione di Berlusconi a restare a Palazzo Chigi”.

A sbarrare la strada al decreto, il capo dello Stato Napolitano, il quale ha escluso di firmare l’atto che gli sarebbe stato sottoposto, perché contente anche misure non urgenti.

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