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Iraq, l'inizio della fine della guerra

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Iraq, l'inizio della fine della guerra

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Si torna a casa. Il ritiro definitivo delle truppe americane dall’Iraq è cominciato, nella base aerea di al-Assad, la più grande della US Army nel paese. Sono 40 mila i soldati da rispedire negli Stati Uniti entro dicembre. Nick Laiola, due missioni in Iraq alle spalle, è uno dei fortunati in cima alla lista: “Sono davvero soddisfatto di quest’esperienza. Ho avuto modo di lavorare con tante persone diverse e interessanti, e ho vissuto davvero dei bei momenti con il mio team, anche perché molti erano dei cari amici, ho avuto la fortuna di fare la mia prima missione con un sacco di amici”.

Per l’esercito Usa si tratta di un’operazione senza precedenti, con il passaggio di decine di basi agli iracheni e il rimpatrio di migliaia di veicoli e materiale vario. Quasi nove anni dopo l’invasione del marzo 2003, e nonostante tutti i dubbi sulla sicurezza in Iraq per il futuro, c‘è chi torna con la convinzione di aver fatto il suo dovere. Come la veterana Jasamin Serret: “Il risultato più importante sono i cambiamenti che ho visto dalla mia prima missione qui. È bello sapere che faccio parte della storia, ed è bello sapere che mi lascio dietro un paese più stabile”.

È così che Obama ha mantenuto le sue promesse, e l’impegno preso con gli iracheni nel 2008 dal suo predecessore, George Bush. L’annuncio, il 21 ottobre.

Sono ora prevedibili esplosioni di gioia quella cui abbiamo assistito lo scorso agosto al ritorno di un gruppo di veterani a Fort Bliss, in Texas. L’esplosione di tanta angoscia compressa, per una guerra che ha lasciato sul terreno 4.400 soldati. 32 mila si sono portati a casa ferite o mutilazioni. Al suo picco, il conflitto ha visto impegnati 176 mila militari.