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Gran Bretagna: no alla censura online

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Gran Bretagna: no alla censura online

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“La libertà d’espressione e la protezione della vita privata devono potersi esercitare liberamente su Internet”. Così la Gran Bretagna rifiuta l’appello di paesi come Cina e Russia per un controllo maggiore del web. Sessanta paesi si sono riuniti a Londra per una due giorni che vuole capire come bloccare il crimine online senza minacciare opportunità economiche e libertà di pensiero. Il ministro degli esteri britannico:

“Dobbiamo aspirare a un futuro cyber spazio che non sia soffocato da controlli governartivi o da censura. A uno spazio in cui invece innovazione e competizione fioriscano e in cui investimenti e aziende siano ricompensate. Sappiamo che questo punto di vista non è condiviso da tutti i paesi, ma per gli Stati sarà sempre più difficile limitare le richieste dei cittadini per esprimere liberamente le proprie idee”.

Se i paesi occidentali sono più attenti a problemi quali proprietà intellettuale e hackers, a oriente l’attenzione si sposta sul ruolo dei social media nelle rivolte che hanno ad esempio sconvolto il mondo arabo. E a proposito di disordini, la Gran Bretagna è stata accusata di usare due pesi e due misure in quanto in occasione dei saccheggi di Londra, il governo considerò l’ipotesi di imporre restrizioni sui social media per ostacolare le proteste.