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Dopo la guerra di Libia, l'emergenza rifugiati

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Dopo la guerra di Libia, l'emergenza rifugiati

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La guerra di Libia lascia sul campo l’emergenza rifugiati. L’Europa deve fare la sua parte, dicono le associazioni umanitarie.

Choucha, alla frontiera tunisina, accoglie ancora migliaia di profughi. Tra loro anche molti subsahariani che, male accetti in patria e perseguitati in Libia perché spesso assimilati ai mercenari, non hanno un posto dove andare.

“Abbiamo fatto appello all’Europa”, dice Nazir Fernandes, coordinatore dell’Agenzia Onu per i rifugiati, “che tradizionalmente ci affianca nell’aiutare a trovare soluzioni adeguate per i rifugiati, come il loro reinsediamento. La invitiamo ad aiutarci e a essere solidale con la Tunisia, che sta attraversando una fase delicata eppure ha aperto le sue porte”.

Jerzy BuzeK, presidente del parlamento europeo in visita ufficiale in Tunisia, ha potuto verificare di persona la complessa situazione di questi profughi.

“Mia madre stava lavorando in Libia per la nostra istruzione”, racconta una ragazza del Sudan, “Perché essere istruiti è molto importante per la mia famiglia. Io, mio fratello e le mie sorelle abiamo studiato. Se tutto questo non fosse accaduto, sarei all’Università”.

“La fine di Gheddafi ha permesso a molti libici rifugiati in Tunisia di tornare a casa”, commenta Valérie Gauriat di euronews, “Ma è una doppia punizione per i subsahariani costretti a lasciare il loro paese e anche la terra che li aveva accolti. La loro sorte non è mai stata da invidiare, con o senza Gheddafi”.