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Bangkok, salvo il centro sott'acqua il nord-est

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Bangkok, salvo il centro sott'acqua il nord-est

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Il centro di Bangkok è asciutto. Il nord est della capitale invece è sott’acqua. L’esasperazione si sta trasformando in rabbia nei quartieri periferici, quelli più poveri. Gli abitanti se la prendono con il sistema di dighe predisposto dai soccorsi.

Le barriere – lamentano gli abitanti – hanno protetto il centro economico e finanziario lasciando che altrove case e strade venissero invase. Il livello non accenna a diminuire, trasformando la piena in acqua stagnate, l’emergenza maltempo in allarme sanitario: “Guarda in che condizioni siamo, quest’acqua puzza! – racconta un uomo prendendone a piene mani- come possiamo vivere così. Il governo non fa nulla per noi, a loro interessano solo le zone centrali, solo quelle gli interessano”

L’amministrazione della capitale ha fatto sapere che è stato fatto tutto il possibile per contenere l’emergenza, con buona pace di chi lamenta disparità di trattamento. Il progetto è ora far defluire l’acqua che inonda il nord di Bangkok attraverso i fiumi e i canali che sfociano nel Golfo di Thailandia

Le inondazioni rappresentano un colpo duro per l’economia del Paese.

Per il ministero delle Finanze porteranno a una riduzione del Pil di o un punto percentuale.

La crescita stimata al 3.7% nel 2011, non supererà il 2% nel 2012.

La Tailandia è il più grande mercato dell’automobile del sud est asiatico, sia per la produzione sia per l’esportazione.

La produzione di componenti automobilistiche destinate a Giappone e Stati Uniti è stata interrotta.

Circa 10 mila le fabbriche chiuse, oltre 600 mila i posti di lavoro che risentono di questa situazione.

Lion Hong, consulente della Banca di Bangkok:

“Una perdita di 11-14 miliardi di dollari è stata registrata in cinque industrie automobilistiche nella zona settentrionale di Bangkok”.

Le esportazioni rappresentano il 60% del Pil tailandese, potrebbero ridursi di di 13 punti percentuali nel 4 trimestre di quest’anno:

Lion Hong, consulente della Banca di Bangkok:

“La situazione avrà un impatto sull’ export nel 2012. I due prodotti che esportiamo maggiormente, componenti elettroniche e automobili, ne risentiranno”.

La Tailandia è anche il primo esportatore mondiale di riso: un milione e mezzo di ettari di terra è stato inondato.

Cosa che lascia prevedere una diminuzione del 30% delle esportazioni di riso, l’anno prossimo.

Lion Hong, consulente della Banca di Bangkok:

“Non si potrà produrre niente nelle risaie tailandesi almeno per i prossimi due anni.

In Tailandia non mancava niente, ma dopo le inondazioni stiamo prendendo in considerazione l’eventualità di importare beni alimentari “.

L’acqua ha fatto affondare anche l’altro pilastro dell’economia il turismo che rappresenta il 6% del Pil.

Si stima che tra 500 e un milione di turisti i in meno si siano recati quest’anno nel Paese.