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La tregua non ferma le ostilità tra Gaza e Israele

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La tregua non ferma le ostilità tra Gaza e Israele

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La tregua negoziata dall’Egitto non è bastata a far cessare del tutto le ostilità tra i militanti palestinesi della Jihad islamica e lo stato ebraico, ma ha riportato una parvenza di calma a Gaza, dove domenica mattina si sono svolti i funerali dei nove combattenti uccisi dai raid israeliani.

Un portavoce della Jihad islamica ha riconosciuto gli sforzi di mediazione da parte delle autorità egiziane, intavolati fin da sabato, e ha dichiarato che la sua fazione non intende rompere la tregua, pur rivendicando il diritto di reagire ad ogni aggressione da parte di Israele.

Nei fatti, tuttavia, altri razzi sono stati lanciati da Gaza anche dopo l’inizio della tregua, e l’aviazione israeliana ha compiuto un nuovo raid nel sud della Striscia, uccidendo un militante palestinese e ferendone gravemente un secondo. Un’operazione confermata da Tsahal.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha richiamato la responsabilità di Hamas, affermando che è il partito islamico radicale a governare a Gaza e a dover quindi assicurare il rispetto della calma, anche se i razzi sono lanciati da militanti della Jihad islamica.

Più di un milione di israeliani vivono in zone che sono alla portata dei razzi Grad, utilizzati dai palestinesi. Sebbene questi lanci facciano spesso più paura che vittime, sabato hanno ucciso un civile israeliano.