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Commonwealth: pari opportunità sul trono

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Commonwealth: pari opportunità sul trono

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Pari opportunità sul trono britannico. L’eventuale primogenita di William e Kate potrà essere incoronata anche in presenza di fratelli maschi.

I 16 paesi del Commonwealth cambiano le leggi di successione e dicono sì alla modifica della legge salica.

E cadono anche le restrizioni religiose che risalgono alla guerra tra Roma e Enrico ottavo. Da Perth, in Australia, l’annuncio del primo ministro britannico David Cameron: “Concordiamo sull’abolizione della regola secondo la quale chi sposa una cattolica romana non può diventare re. Vorrei essere chiaro, il re deve essere in sintonia con la Chiesa d’Inghilterra perché lui o lei è il capo di quella chiesa, ma è sbagliato che gli venga negata la possibilità di sposare un cattolico, se vuole farlo”.

A dare il benestare alla parità, la stessa Elisabetta II, divenuta sovrana alla morte del padre Giorgio VI proprio grazie all’assenza di fratelli maschi.

Dal 1952 regna su 125 milioni di sudditi, nel regno più lungo dopo quello della regina Vittoria, anch’essa sovrana per caso.