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L'Europa pensa ad arginare i debiti, ma la crescita?

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L'Europa pensa ad arginare i debiti, ma la crescita?

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L’Europa chiede alle sue banche di anticipare requisiti di patrimonializzazione previsti dagli accordi di Basilea 2, la cui entrata in vigore sarebbe programmata per il 2019. Ma questo significa aumentare sensibilmente gli investimenti “sicuri”, a scapito di quelli che contengono elementi di rischio. Tra i primi si potevano, normalmente, annoverare i titoli pubblici. Come si è visto, ora non può essere sempre così.

Si rischia, dunque, una stretta sul credito, che in particolare verso le imprese già non gode di ottima salute. Le banche, dunque, accusate talvolta nell’ambito della crisi di “non fare il loro mestiere”, come ha affermato a più riprese anche il neogovernatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, rischiano di avere ancora più difficoltà a farlo. E il ritorno alla crescita e alla serenità economica per tante famiglie sempre più un miraggio.

Trevor Williams è capo economista presso Lloyds Tsb Corporate Markets, a Londra. Trevor, il summit di mercoledì è stato il 14mo da quando, quasi due anni fa, l’Europa ha cominciato a intervenire in Grecia. Euronews gli ha chiesto se il risultato soddisfa le attese dei mercati?

“Dai primi risultati sui mercati, con glii indici di Borsa positivi e l’euro che sale, si potrebbe facilmente immaginare che la risposta sia sì. La reazione dei mercati suggerisce che siano soddisfatti di quanto è stato fatto. C‘è un pero. Bisognerà vedere se gli impegni che sono stati rinviati a novembre, dicembre e anche oltre saranno interamente soddisfatti a loro volta”.

Le banche sono state convinte ad accettare un taglio del 50% sui bond greci in portafoglio, spaventati dall’ipotesi di una totale insolvenza di Atene. Sono quelle che si chiamano “perdite volontarie”. Alle banche viene anche chiesto di incrementare il proprio capitale e le riserve. C‘è qualche buona notizia per loro?

“Credo sia molto difficile trovarne una. Ma, se dobbiamo proprio, la possiamo individuare in un una nota, secondo la quale tutto ciò è da ritenersi provvisorio. Che l’iniezione di capitali è dovuta a circostanze eccezionali e, quando queste dovessero venire a mancare o almeno allentarsi, anche i requisiti di capitale potranno essere ridotti. Questo è implicito nel documento”.

Questo è l’unico modo in cui si viene incontro alle banche. Ma nel complesso penso sia difficile sostenere che ci siano buone notizie per l’intero settore bancario in Europa.

L’Europa ha bisogno di tornare a crescere. E solo la crescita economica può risolvere davvero la crisi dei debiti. L’Unione Europea ha creato le condizioni per la crescita, visto questo giro di vite sulle banche?

“La risposta immediata è no. I leader europei si sono preoccupati di come ridurre i rischi di contagio dalla Grecia alle altre nazioni in pericolo e raggiungere questo obiettivo richiede innanzitutto che le banche abbiano abbastanza capitale disponibile. L’equazione economica, invece, non è stata cambiata. Non sono stati affrontati i principali nodi relativi alla competitività dei Paesi europei. E certamente non è stato fatto nulla per modificare l’attuale andamento del ciclo economico, che ci prospetta un indebolimento per la fine del 2011 e per la prima parte dell’anno prossimo”.

Il colosso petrolifero Shell ha annunciato che taglierà i suoi investimenti in Europa, perché dubita delle possibilità di ripresa. Si tratta di un’opinione isolata o il suo esempio sarà seguito da altre società?

“Sicuramente alcune società tengono d’occhio le potenzialità di crescita dell’Europa, paragonandola a quella degli Stati Uniti e di altre aree. C‘è parecchio pessimismo sulla capacità dell’Europa di essere competitiva e molti dubbi sul fatto che il problema della crescita debole sia stato realmente affrontato. I problemi sono conosciuti da tutti: riguardano le regole, lo stato del comparto bancario, se l’Europa abbia la volontà o meno di ridurre le tasse sulle imprese, attuare politiche di sostegno alla crescita. Dall’ultimo summit non è uscito niente di tutto ciò”.