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Turchia: polemiche su ritardi soccorsi

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Turchia: polemiche su ritardi soccorsi

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La terza notte di ricerche ininterrotte, la terza notte al freddo per i sopravvissuti al terremoto in Turchia, la polemiche sulla disorganizzazione e la lentezza dei soccorsi.

A dare forza agli uomini, volontari e professionisti, che continuano a scavare tra le macerie di Ergis, il ritrovamento di una neonata, di sua madre e di sua nonna, vive nonostante tutto, nonostante il freddo, nonostante le quasi 50 ore senza acqua e cibo.

Intanto gli sfollati denunciano ritardi e carenze nei soccorsi: “Non abbiamo nessuna possibilità di scaldarci dentro alle tende” dice uno di loro. “Non abbiamo abbastanza coperte. Ci mettiamo in 10 sotto la stessa coperta. Ci sono anche delle donne anziane che soffrono particolarmente le intemperie. Ci sono i bambini. Non c‘è l’adeguata organizzazione per distribuire gli aiuti”.

Il bilancio ufficiale delle vittime del sisma è salito a 459 morti, oltre 1.300 i feriti. Ma le autorità di Ankara sono pronte al peggio: sono ancora centinaia le persone che risultano disperse, da tirare fuori dalle macerie di oltre 2.000 edifici crollati. Con poche speranze di nuovi miracoli.