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La Libia va verso la sharia?

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La Libia va verso la sharia?

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Per parlare di sharia e dei timori che solleva, siamo collegati con un esperto di Islam, Eric Chaumont.
 
Euronews: Le nuove autorità libiche hanno dichiarato di voler imporre la sharia. Ci puo’ spiegare in poche parole in cosa consista la sharia?
 
Chaumont: Ci sono molti equivoci a questo proposito. La sharia è letteralmente la via, ovvero la legge, rivelata da Dio nel Corano, ed è un obbligo per tutti i musulmani. L’ambiguità è che la sharia non è mai stata applicata da nessuna parte nel mondo. Le versioni che conosciamo sono diverse interpretazioni della sharia, come il diritto musulmano, le interpretazioni della legge, che possono essere piu o meno rigorose.
 
Euronews: Dobbiamo attenderci una sharia molto conservatrice, sul modello saudita o sudanese?
 
Chaumont: No di certo. In Arabia Saudita il diritto applicato è ciò che si definisce “hanbalita”, che è una delle quattro scuiole di interpretazione della sharia, ed è la più rigorosa di tutte. La Libia invece è di tradizione “malekita”, una scuola più moderata.
 
Euronews: La legge islamica sarebbe una regressione, in particolare per il diritto delle donne?
 
Chaumont: Secondo i criteri occidentali è una certezza. Il diritto musulmano, di qualunque obbedienza, è poco favorevole alla condizione femminile sul piano dei diritti individuali, di successione, di famiglia. In generale il diritto musulmano mette la donna sotto il controllo dell’uomo.
 
Euronews: Imponendo la sharia la Libia rompe col regime di Gheddafi? O anche li vi era la sharia?
 
Chaumont: Non mi pare che le autorità libiche abbiano annunciato l’imposizione della sharia. Hanno detto che nella costituzione sarà scritto che la sharia sarà una fonte, o la sola fonte, del diritto. E’ diverso, e non implica che la sharia venga applicata. Facciamo un parallelo con l’Egitto: già all’epoca di Sadat, sotto la spinta dell’islam politico, è stato scritto nella costituzione che la sharia è la fonte principale del diritto, in seguito divenuta la sola fonte del diritto. In realtà il diritto positivo in se stesso non è stato toccato, e il diritto applicato in Egitto resta quello ispirato al Codice Napoleone.
 
Euronews: La Tunisia ha appena votato per le prime consultazioni del dopo Ben Ali e gli islamici sono in testa. C‘è da temere per i paesi che stanno cambiando regime uno scenario all’iraniana?
 
Chaumont: All’iraniana certamente no, per due ragioni: la rivoluzione iraniana non fa sognare più nessuno nel mondo arabo musulmano a causa dei fallimenti evidenti, da un punto di vista sociale. In secondo luogo non bisogna dimenticare che l’Iran è un paese di tradizione sciita. Ora, cio che distingue la tradizione sciita da quella sunnita è essenzialmente una questione politica. Quindi è molto difficile trovarsi davanti a uno scenario all’iraniana.