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Carlos Slim: contro la povertà bisogna creare posti di lavoro

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Carlos Slim: contro la povertà bisogna creare posti di lavoro

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A Ginevra, all’Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, abbiamo incontrato Carlos Slim, magnate delle telecomunicazioni messicane.

Da tre anni, da quando fece scivolare Bill Gates in seconda posizione, guida la classifica degli uomini più ricchi del mondo. La sua grande occasione arrivò nel 1990 quando acquistò Telmex,la compagnia telefonica di bandiera che ora, in America Latina, è il più grande operatore di telefonia mobile. Ma i suoi interessi spaziano: dagli ospedali ai ristoranti, dal cemento ai grandi magazzini. Si dice che i messicani, qualsiasi cosa facciano, alla fine mettano sempre dei soldi nelle tasche di Slim.

Chiara Reid, euronews:

“Cosa ne pensa di questa crisi economica? Abbiamo visto sit-in all’esterno della Cattedrale di St. Paul, a Londra, gli indignati scendere in piazza a Roma, Atene, Madrid e anche in altre città dell’America Latina. Lei non pensa che il modello che abbiamo, il capitalismo, che per lei ha funzionato, in realtà non funzioni più?”

Carlos Slim, magnate messicano:

“No. Penso che i governi debbano prendersi cura della pubblica istruzione. Le persone che non possono pagarsi un’istruzione dovrebbero avere il sostegno del governo. Penso che in questa crisi i governi debbano occuparsi di come correggere il deficit, come correggere i problemi strutturali. Il miglior modo, secondo me, è la ricerca di sviluppo con programmi per lo sviluppo e non con piani di austerità. Quando si crea così tanta disoccupazione è chiaro che le persone si arrabbiano se non viene data loro, soprattutto ai più giovani, l’opportunità e la speranza di studiare e lavorare. Non dare opportunità e speranza penso sia un grosso errore”.

euronews:

“Lei parla dei governi ma, come grande investitore privato, non si sente un po’ responsabile per questa

crisi?”

Carlos Slim:

“Per niente. Penso che uno dei problemi della politica monetaria e fiscale che i governi stanno mettendo in atto – secondo me l’errore è proprio lì -è che le risorse provengono dall’economia finanziaria, non dall’economia reale. Le mie attività riguardano l’economia reale. Siamo nelle telecomunicazioni e nelle istituzioni finanziarie, lavoriamo con il credito alle piccole imprese, nelle assicurazioni, nelle miniere, nella realizzazione di infrastrutture e nell’edilizia. Le risorse dovrebbero andare alle banche perché possano concedere credito alle piccole e medie imprese, per dare credito alle zone rurali, all’agricoltura, alla produzione”.

euronews:

“Come possiamo risolvere questa crisi?”

Carlos Slim:

“Devo ribadire che per me l’errore è il problema strutturale di questi governi che hanno un enorme deficit e molte tasse e non fanno abbastanza per affrontare tutte le spese che stanno sostenendo.

Penso che dovrebbero cercare investimenti privati per sviluppare progetti e non introdurre piani di austerità che contraggono l’economia aggravando il problema”.

euronews:

“Lei è l’uomo più ricco del mondo – almeno, così dicono – e arriva da un Paese in cui metà della popolazione vive in povertà. Guardando dall’esterno,

per molti tutto questo è un contrasto estremo. Cosa

ne pensa?”

Carlos Slim:

“Penso che nel mio Paese, così come in altri Paesi poveri, il miglior investimento che si possa fare è lottare contro la povertà. Il migliore investimento che si possa fare è creare lavoro. Il miglior investimento che può essere fatto è includere le persone, che vivono ai margini e in povertà, nell’economia moderna e nel mercato”.

euronews:

“Così diventano consumatori e Lei può vendergli i suoi prodotti…”

Carlos Slim:

“Tutti. Ma è meglio che abbiano la capacità di lavorare. Il che significa che avranno l’istruzione e il capitale umano, la formazione e le conoscenze necessarie per accedere alle migliori offerte di lavoro”.

euronews:

“E per quanto riguarda il monopolio nelle telecomunicazioni che Lei detiene nel suo Paese? Molti detrattori sostengono che proprio per questo i prezzi sono alti e la competizione soffoca. Le autorità di regolamentazione del suo governo hanno

cercato di sanzionare la sua azienda. Non è il momento di aprire alla concorrenza?”

Carlos Slim:

“Lei mi sta facendo una domanda sbagliata. Monopolio significa solo uno”.

euronews:

“Beh, Lei detiene l’80% della telefonia fissa e il 70% di quella mobile…”

Carlos Slim:

“La telefonia fissa non è importante a livello economico. Prima di tutto non è un monopolio. C‘è concorrenza e ci sono un sacco di competitors. Secondo, se Lei guarda l’elenco dei prezzi della banca statunitense Merril Lynch, vedrà che siamo vicini ai più bassi dell’OCSE”.

euronews:

“Ma si dice il contrario…”

Carlos Slim:

“Io non so chi lo dice…”

euronews:

“La Banca mondiale e…”

Carlos Slim:

“No. Lei deve guardare ai fatti”.

euronews:

“Un’ultima domanda su un altro argomento. Lei è di origini libanesi. Cosa ne pensa della primavera araba? Aprirà nuove opportunità per gli affari? Lei investirebbe in Tunisia, Egitto o Libia?”

Carlos Slim:

“È chiaro che stiamo vivendo in una nuova civiltà della conoscenza, delle tecnologie dei servizi che

hanno nuovi paradigmi, e i paradigmi della nuova società sono libertà, democrazia, pluralismo, diversità, globalizzazione, competitività, produttività, tecnologia, innovazione, diritti umani, ambiente. Questi sono i paradigmi della nuova civiltà”.

euronews:

“Ma come uomo d’affari, investirebbe in queste nuove economie?”

Carlos Slim:

“Dipende. Dobbiamo fare cose che abbiano un senso e ciò che adesso ha senso, è focalizzarsi sui 18, 19 Paesi in cui siamo già presenti, in cui ci sono davvero tanti investimenti da fare”.