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La legge della Sharia e la Libia

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La legge della Sharia e la Libia

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Per la maggior parte degli occidentali l’immagine della Sharia è questa: lapidazioni, violenze, violazioni dei diritti delle donne. La sola parola, che significa ‘cammino per rispettare le legge di Dio’, fa paura. Per questo l’annuncio di Jalil durante le celabrazioni di Bengasi, dopo la morte di Gheddafi, ha suscitato inquietudine nel mondo occidentale. Peraltro non era la prima volta che il capo del consiglio nazionale di transizione ne parlava: “Come nazione musulmana la Sharia è alla base della nostra legislazione”.

Poi però, davanti agli avvertimenti di europei e statunitensi, Jalil ha dovuto moderare i termini e assicurare che per la Libia non ci sarà un ritorno al passato. “Voglio rassicurare la comunità internazionale – ha dichiarato Jalil – che noi, come libici, siamo musulmani moderati”.

Un annuncio, prima di tutto, politico. Gli islamisti infatti faranno senza dubbio parte del prossimo governo, avendo avuto un ruolo fondamentale nella liberazione di Tripoli e Bengasi. Erano loro in prima linea e ora reclamano riconoscenza.

Gli analisti comunque non vedono alcuna rottura con il regime di Gheddafi. La sua Libia era già uno Stato islamico, conservatore, in cui l’Islam era fonte d’ispirazione. Ciò che determinerà l’avvenire del Paese sarà piuttosto l’interpretazione che della Sharia verrà fatta. Perché la maggior parte dei Paesi musulmani considera la Sharia come fonte principale del diritto. Alcuni la applicano in maniera restrittiva e radicale. È il caso dei Paesi del Golfo, di Iran, Afghanistan, Pakistan, Arabia Saudita e di alcuni Stati africani. In Egitto e in Siria invece viene applicata una versione più moderata della Sharia.

Ora ci si chiede se la nuova Libia si muoverà sulla strada del progresso, seguendo l’evoluzione della società o su una più arcaica. Quando per il parlamento libico arriverà il momento di adottare delle norme probabilmente occorrerà che queste siano conformi alla legge islamica. Ma è sempre una questione d’interpretazione.

Il pericolo principale è soprattutto per le donne. Perché se la Sharia non è moderata potrebbe essere introdotto il divieto di divorzio, e autorizzata la poligamia: le donne libiche perderebbero diritti acquisiti, diventando le prime vittime della nuova libertà.