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Fondo salvastati, debito e Italia: i nodi del summit europeo

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Fondo salvastati, debito e Italia: i nodi del summit europeo

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Gli occhi del mondo intero sono puntati su Bruxelles. Da mesi si attende una parola definitiva dall’Europa sulla maniera di affrontare la crisi del debito, ma quello di mercoledì appare realmente un summit senza ulteriori prove d’appello.

L’agenda è ricca, i problemi all’ordine del giorno sono tanti e di difficile soluzione.

Dal vertice sono attesi:

- La riduzione del debito greco, con un taglio del valore delle obbligazioni elleniche nell’ordine del 50 per cento.

- Il piano di ricapitalizzazione del sistema bancario

- Il potenziamento del Fondo europeo salvastati

- Pressioni sull’Italia perché realizzi in fretta le riforme strutturali

Il premier Berlusconi si è attivato per rassicurare i partner con una serie di incontri bilaterali. L’ipotesi che la crisi del debito contagi la Penisola spaventa l’Europa intera. In tal caso, aveva detto il cancelliere tedesco Angela Merkel “non ci sarebbe fondo che tenga”.

Su quest’ultimo, bocciata l’ipotesi di Parigi di trasformarlo in una banca, ne restano in piedi due: utilizzarlo come veicolo per attrarre investimenti di Paesi extra-Unione, Cina in testa, e renderlo uno strumento assicurativo per garantire una percentuale delle nuove emissioni di titoli dei Paesi a rischio. Un’ipotesi, comunque, non esclude l’altra.

Critiche da Berlino sono piovute sull’eventualità che venga chiesto alla Banca centrale europea di proseguire le operazioni straordinarie di acquisti di bond. “Sarà l’Eurotower a dirci cosa vuole fare, non la politica a imporglielo” ha detto la Merkel.