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Turchia, si teme che il bilancio delle vittime si aggravi

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Turchia, si teme che il bilancio delle vittime si aggravi

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Le operazioni di soccorso continuano febbrili in Turchia, dove un forte terremoto ha seminato distruzione e morte nella regione di Van, al confine con l’Iran. La più colpita è la città di Ercis, centomila abitanti, dove più di cinquanta edifici sono crollati, compreso un dormitorio di studenti. Molti dei sopravvissuti al sisma non hanno riparo.

“Guardate, non abbiamo che coperte e poco altro per coprirci – dice un anziano abitante di Ercis -. Abbiamo acceso un fuoco per cercare di scaldarci.

Tutto è crollato, qui. Mio cugino, sua moglie e i loro tre bambini sono morti. Un altro cugino è morto, abbiamo estratto viva la moglie. Altri sei bambini sono ancora sotto le macerie”.

Il bilancio ufficiale è fermo a 217 morti e 1.090 feriti. Ma si teme che le vittime siano molte di più. Il sisma di magnitudo 7,2 ha colpito alle 13 e 41 di domenica, quando la maggior parte dei cittadini si trovava in casa.

Nella regione di Van sorgono inoltre numerosi villaggi di campagna, con abitazioni costruite in adobe che non possono resistere alle scosse. Molti di questi villaggi non sono stati ancora raggiunti dai soccorritori: preoccupazione per le possibili conseguenze del sisma sulle campagne è stata espressa anche dal primo ministro Erdogan durante una visita ai feriti.