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Svizzera: problematica la formazione di un nuovo governo

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Svizzera: problematica la formazione di un nuovo governo

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Ci si attendeva un risultato record per l’UDC, la destra populista in Svizzera. Lo stesso partito, dopo anni di crescita a partire dal 1991, puntava a superare il 30%. E invece è stato uno dei grandi perdenti di queste elezioni. Anche se di fatto resta il primo partito del Paese. L’UDC, con poco più del 25% dei voti, ha perso sette seggi al Consiglio Nazionale. Il suo leader, il discusso Cristoph Blocher, ammette la sconfitta, ma incolpa le nuove formazioni politiche

“Se nascono nuovi partiti come i verdi liberali e il PDB, tutti gli altri partiti perdono dei voti. Noi non abbiamo perso molto, siamo ancora il più grande partito politico in Svizzera”.

In effetti è questo il dato emerso dalle elezioni: l’indietreggiare dei partiti tradizionali e l’emergere di nuovi partiti al centro: i verdi liberali e il partito borghese democratico, emanazione dell’UDC. Per i verdi, i liberali radicali del PLR, i cristiano democratici del PDC e l’UDC è stata una doccia fredda con perdite importanti di seggi.

Dopo la chiusura delle urne i leader dei principali partiti avevano facce scure e lunedì mattina i giornali aprivano con lo scossone elettorale che sembra aver messo fine alla bipolarizzazione della

politica svizzera. Solo il PS tiene. In percentuale i socialisti perdono qualcosa ma guadagnano due seggi. La sinistra invece, nel suo insieme, ne esce indebolita, visto che i verdi, amputati dai nuovi verdi di destra, perdono sette seggi. La nuova formazione politica svizzera coniuga i temi cari agli ecologisti al liberalismo economico.

Isabelle Chevalley: “Siamo il partito del

ventunesimo secolo. Oggi le persone capiscono che l’ecologia non è solo uno slogan elettorale che viene tirato fuori dal cassetto ogni quattro anni, ma qualcosa che fa parte del nostro quotidiano e allo stesso tempo sono coscienti che l’economia non può essere trascurata”.

Al momento resta l’incognita: i politici elvetici come

riusciranno, a dicembre, a comporre il nuovo governo? I sette seggi del consiglio federale generalmente sono suddivisì così: due posti ciascuno per i tre principali partiti più uno per l’UDC. Ma ora? E l’Udc si accontenterà ancora di avere solo un seggio? Poco probabile. Quanto ai piccoli partiti vincitori di queste elezioni, anch’essi sperano in una fetta della torta. Da adesso a metà dicembre le trattative al parlamento promettono di essere agitate.

Elezioni in Svizzera: Gobet, poca voglia di Europa

Gli elettori svizzeri hanno deluso le ambizioni della destra populista. L’Unione Democratica di Centro è in calo per la prima volta in otto anni. Quali saranno le conseguenze sulla politica elvetica? Per analizzare i risvolti di questa elezione, abbiamo in collegamento da Ginevra Pierre Gobet, capo della redazione politica della Televisione Svizzera TSR.

Fabien Farge, euronews: Il declino dell’Udc, la destra populista, è un punto di svolta per la storia politica della confederazione?

Pierre Gobet, TSR: Beh sì, perché il partito della destra conservatrice, populista, aveva raggiunto un record storico nel panorama politico svizzero 4 anni fa e guadagnava punti da 20 anni. È importante sottolineare la battuta d’arresto che ha travolto il miliardario di Zurigo Christoph Blocher. L’Udc era giunto a dominare il paesaggio politico svizzero spesso imponendo l’agenda e sconvolgendo le dinamiche politiche.

euronews: Questa elezione è stata segnata anche dall’avanzata di due partiti: il partito dei verdi liberali e quello democratico-borghese. Perché queste due formazioni hanno riscosso successo?

Pierre Gobet: Bisogna descrivere brevemente queste due formazioni. Il Partito borghese democratico nasce da una scissione con il Partito democratico di centro, mentre i verdi liberali rappresentano un nuovo movimento che unisce sia l’ecologia che il liberalismo. Essi si frappongono in particolare ai due partiti che formavano la spina dorsale del sistema svizzero: i radicali liberali e i cristiano-democratici.

euronews: La Svizzera è rappresentata come un’isola di stabilità economica in un continente che sta affrontando una profonda crisi nella zona euro. L’immigrazione e l’ascesa del franco svizzero hanno pesato molto in questa elezione?

Pierre Gobet: L’immigrazione è sempre un tema importante. È il tema principale della destra conservatrice. L’Unione democratica di centro ha costruito molto del suo successo negli ultimi 20 anni ma questa volta sembra che la ricetta abbia funzionato meno bene. devo dire che da questa estate, la Svizzera è in una situazione economica relativamente invidiabile rispetto ai suoi vicini ed è di fronte a un apprezzamento molto importante della sua moneta, il franco, che pone seri problemi nell’industria di esportazione che è un settore molto importante dell’economia.

euronews: Dopo le elezioni, ora ci si aspetta la formazione di un nuovo consiglio federale a metà dicembre, su quale strada può dirigersi la Svizzera e come si svilupperanno i rapporti con l’Unione europea?

Pierre Gobet: Questa è una grande questione che al momento è sospesa in Svizzera. Mi riferisco all’evoluzione dei rapporti tra la Svizzera e l’Unione europea. Attualmente si basano su una serie di accordi bilaterali su questioni specifiche, ma sappiamo che l’Unione vorrebbe cambiarle. Di contro, sappiamo anche che gli stessi svizzeri non vogliono un impegno istituzionale più ampio e quindi una maggiore vicinanza all’Unione europea.