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ETA: i detenuti restano il nodo da sciogliere

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ETA: i detenuti restano il nodo da sciogliere

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Addio, ETA. Un capitolo lungo e doloroso si è chiuso il venti ottobre con l’annuncio, da parte del braccio armato dei separatisti baschi, dell’abbandono definitivo della violenza. Una nuova epoca si è aperta per i partiti politici che dovranno gestire la sfiducia di una parte della società spagnola e basca. Il tutto durante la campagna elettorale per le legislative del 20 novembre.

Sabato scorso, a San Sebastián, durante una riunione a cui era presente il candidato socialista ed ex ministro dell’Interno Alfredo Perez Rubalcaba, i dirigenti del Partito socialista di Euskadi, al potere nei Paesi Baschi, hanno insistito soprattutto sulla necessità dell’unità delle forze politiche per affrontare questa svolta.

Ramón Jauregui, ministro spagnolo per la Presidenza: “Non occorre cedere su nulla, ciò che bisogna fare è essere capaci di mantenerci uniti e costruire assieme quella che chiamiamo la soluzione dei problemi umani”.

Un altro modo per definire la questione dei prigionieri dell’ETA che, secondo i socialisti, deve essere trattata solo a certe condizioni.

Odón Elorza, partito Socialista Basco: “Con l’accordo dei partiti politici democratici, con l’applicazione della legge, con l’adozione delle garanzie corrispondenti. Poco a poco si prenderanno provvedimenti per reinserire i detenuti nella legalità”.

Ma per la sinistra indipendentista, ormai la priorità è portare i prigiornieri baschi verso l’amnistia. Sabato a Bilbao sono scesi in piazza migliaia di manifestanti.

“Vogliamo – dice un dimostrante – riportare i detenuti a casa e iniziare un nuovo cammino”.

La questione dei prigionieri è difficile da gestire per chiunque. Anche per l’ETA è un fardello che, secondo un analista, le ha impedito di fare una dichiarazione ancora più forte.

Gorka Landaburu, analista: “ETA non si è sciolta per una ragione molto semplice: avrebbe potuto già sciogliersi però ha 750 prigionieri, 600 in Spagna e 150 in Francia. Secondo la sua ottica non può abbandonare i detenuti. Questo è ciò che negozierà con il prossimo governo. Per questo non si scioglie. Quando risolverà il problema dei suoi detenuti, allora ETA sarà storia, e sarà sparita per sempre”.

Ma prima, al nuovo governo che uscirà dalle urne, occorrerà definire una politica di reinserimento che però sia rispettosa delle vittime del terrorismo e questa dovrà passare dal riconoscimento della loro condizione di vittime.