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Tunisia: code per votare, si elegge Consiglio Costituzionale

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Tunisia: code per votare, si elegge Consiglio Costituzionale

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Oltre sette milioni di tunisini sono chiamati alle urne, e l’incognita è: quanti effettivamente parteciperanno alle prime elezioni dopo la cacciata di Ben Ali. Il premier ad interim, Beji Caid Essebsi, ha voluto dare l’esempio di prima mattina.

I primi dati d’affluenza sono altissimi, ma non significativi per ricostruire una tendenza: ne sapremo qualcosa solo dopo le 19, alla chiusura delle urne.

Vietato fino ad ora, partecipa a queste elezioni anche il partito islamico Ennadha, il cui leader Ghannouchi ha votato in mattinata. Partito capace di suscitare timori in occidente ma non in Tunisia, dove è considerato piuttosto moderato. Ma è la prima volta che può presentarsi apertamente un connubio tra politica e religione. Ennadha è dato tra i favoriti, insieme al PDP guidato dall’ex dissidente Najib Chebbi.

Gli elettori devono scegliere tra circa 11.000 candidati, per attribuire i 218 seggi dell’Assemblea Costituente. Tra chi è in fila per votare c‘è entusiasmo:

“Dopo più di quattro o cinque decenni, è venuto il momento di servire questo Paese che ha sofferto tanto”

Quarantamila tra agenti e militari sono schierati per garantire la sicurezza, ma i principali timori sono legati all’affluenza. I dati, ma soprattutto il colpo d’occhio nelle prime ore del mattino, sono certamente incoraggianti, secondo il nostro inviato a Tunisi: “L’affluenza ai seggi degli elettori tunisini è senza precedenti, i tunisini pensano che l’operazione avrà successo, la scommessa sarà vinta, per instaurare veramente una seconda repubblica, nonostante i timori legati a molte questioni ancora irrisolte”