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Sirte, dopo la fine di Gheddafi macerie e festeggiamenti

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Sirte, dopo la fine di Gheddafi macerie e festeggiamenti

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Sirte, il giorno dopo la liberazione. Gheddafi non c‘è più, quel che restava del suo entourage è stato sgominato. L’ultimo bastione è caduto.

Sono gli insorti, ora, a impossessarsi della città, che altrimenti sembrerebbe fantasma. Si vedono quasi solo fucili e divise in giro. Si spara ancora per festeggiare, in mezzo alla distruzione lasciata dai bombardamenti. La necessità di ricostruire, che riguarda l’intero Paese, è ancora più evidente nella città che ha dato i natali al raìs.

“Se lo avessimo portato vivo davanti a un tribunale, come è accaduto con Saddam Hussein, avremmo potuto avere un altro come lui. Ma dato che quello che resta è un corpo senza vita, è un giorno di gloria” dice un abitante di Tripoli.

Nella capitale è stata festa grande per la morte di Gheddafi. L’uccisione del raìs ha fatto esplodere in maniera fragorosa l’urlo rimasto in parte in gola quando era stata liberata, ad agosto.

La gente per le strade ha salutato la fine di un incubo durato 42 anni. Ma c‘è ancora molto da fare perché cominci il sogno di una vera democrazia.