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Gheddafi: l'uomo che l'ha catturato racconta

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Gheddafi: l'uomo che l'ha catturato racconta

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Chi ha ucciso Gheddafi, e perché? Per cercare una risposta, sarà necessario ripercorrere gli ultimi istanti di vita del Raìs libico. Proviamo a farlo attraverso il racconto dell’uomo che ha catturato Gheddafi:

“Eravamo vicini alla zona dei magazzini, verso la costa. La nostra brigata si stava muovendo per andare in aiuto della brigata Al-Gheryan. Siamo entrati dalla zona industriale. Un uomo si è presentato e si è arreso, un membro della tribù Al-Awaiyub di Zargu, ci ha detto che dentro c’erano Muttasim e Ahmed Ibrahim.

Circa un’ora e mezza dopo, abbiamo visto una quindicina di persone, li abbiamo catturati e ci siamo spostati verso i depositi, e abbiamo visto gente che correva di quà e di là.

In quel momento stavamo proprio sopra il buco nel quale si nascondeva Gheddafi. Abbiamo visto altri due uomini che si nascondevano, e abbiamo sparato.

Poi ci siamo spostati sull’altro lato, e abbiamo visto quattro o cinque persone che sbucavano da sotto la strada.

Si sono arresi, e ci hanno detto che Gheddafi era lì dentro, ferito.

Quando siamo entrati nel buco, ho visto la sua testa, e l’ho catturato.

Poi sono venuti tutti, e l’hanno circondato.

Quando l’abbiamo catturato, abbiamo visto che aveva questa pistola. E un’altra pistola in una borsa che è ancora nelle mani dei nostri colleghi a Sirte.

Questa è la pistola, e questo il suo telefono satellitare.”

Il racconto si ferma qui, e resta quindi il mistero: se Gheddafi era ferito, e si reggeva sulle proprie gambe all’uscita dal tunnel, perché poco dopo lo si vede morto, ucciso da un colpo alla tempia? La prima versione ufficiale diceva che il Raìs era morto durante il trasporto in ambulanza, ma sembra smentita dalle immagini e anche dai racconti di molti protagonisti. Un ragazzino, in possesso della pistola d’oro appartenuta a Gheddafi, diceva di avergli sparato: ma si è poi saputo che ha sparato al figlio, Muttasim, catturato con lui.