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Alla ricerca della classe ideale

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Alla ricerca della classe ideale

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Questa settimana Learning World si occupa di diversi modelli di classe, dall’Italia al Regno Unito. Abbiamo anche intervistato Matthew Chingos, esperto di politiche per l’istruzione alla Brookings Institution negli Stati Uniti, per un’analisi della dimensione ideale della classe.

- Italia: tutti assieme in un’unica classe

A Viola, 1000 metri d’altezza sulle montagne tra Cuneo e Savona, sono rimasti ormai meno di 500 abitanti. Un pullmino accompagna i 9 bambini della scuola elementare delle varie frazioni della val Mongia nell’unica classe rimasta.

Dopo decenni di spopolamento, due anni fa, per mancanza di alunni e le difficoltà di spostamento, l’unica scuola elementare stava per chiudere. E’ stata salvata grazie ad un accordo tra genitori e amministratori locali e alla buona volontà di un vigile improvvisatosi autista. Cinque classi in una dove si alternano due insegnanti.

- Intervista a Matthew Chingos

Si ritiene che una classe con pochi studenti possa produrre risultati migliori, ma è davvero così? Lo abbiamo chiesto all’esperto Matthew Chingos.

“La questione principale – afferma Chingos – non è l’efficacia delle classi più piccole, ma il loro costo, perché è necessario assumere più insegnanti e creare più classi. Si potrebbe dire: invece di spendere tutto questo denaro per assumere più personale e per avere classi più piccole, forse è meglio investire nei libri di testo o nella tecnologia o nei programmi extracurricolari e in tutte quelle risorse di cui puo’ avere bisogno la scuola”.

- Regno Unito, “studiare in tanti è meglio”

Da anni si afferma che quando si è in pochi si studia meglio. Ma nella scuola elementare di Aylsham, nella contea del Norfolk, si sperimenta l’insegnamento in classi di grandi dimensioni per migliorare la qualità dell’apprendimento.

Sessantanove studenti seguono la lezione poi si dividono in due gruppi: Unicorno e Fenice. Ci sono due insegnanti, coaudiuvati da tre assistenti: un processo di apprendimento che riguarda sia gli studenti che gli insegnanti. Gli studenti hanno un ampio spazio comune in cui possono interagire con più persone. Ai docenti è richiesta una certa flessibilità, ad esempio insegnare a 70 allievi e allo stesso tempo approfondire una lezione con quelli che non l’hanno seguita o non l’hanno capita bene.