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Stallo sulla crisi alla festa per Trichet

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Stallo sulla crisi alla festa per Trichet

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Non era forse l’occasione migliore per arrivare al definitivo accordo sul Fondo salvastati, ma anche su un evento come la cerimonia d’addio di Jean Claude Trichet aleggiava la crisi del debito, inevitabilmente.
 
Dalla serata nella quale il testimone alla guida della Banca centrale europea è passato a Mario Draghi non è scaturita alcuna novità. L’asse Berlino-Parigi, un po’ scricchiolante negli ultimi giorni, era presente. Anche Nicolas Sarkozy, giunto a Francoforte nonostante fosse appena diventato papà.
 
Ma tutto è rimandato al vertice europeo del fine settimana, al quale il mondo intero guarda perché arrivino risposte concrete contro la crisi. E non semplicemente una nuova nomina per il presidente europeo Herman Van Rompuy, in predicato di diventare “mister euro”, non si sa bene con quali poteri.
 
Si discute se trasformare il Fondo salvastati in una “graranzia parziale” per i bond dei Paesi europei, che copra solo una percentuale e non l’intero ammontare degli stessi.
 
A insistere in tal senso è la Germania, ma un accordo pare difficile da trovare. E l’euforia che ieri attraversava i mercati si è subito spenta. Le Borse europee hanno tutte iniziato la giornata in rosso.
 
E il malcontento della gente cresce. Le proteste ieri hanno accompagnato anche l’addio di Trichet all’Eurotower.