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Gheddafi: la parabola di un alleato scomodo

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Gheddafi: la parabola di un alleato scomodo

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Dopo 42 anni di tirannia, anche il potere di Gheddafi si è sciolto come neve al sole.

Percepito ora come un nemico ora come un alleato, per tutto questo tempo il regime libico ha fatto comodo all’Occidente che non ha mai nascosto l’ interesse per gli immensi giacimenti di petrolio e gas del Paese.

La parabola italiana del colonnello è emblematica: gli incontri tra il Colonnello e il premier italiano Silvio Berlusconi, nel corso degli anni, hanno fatto notizia più per il folklore, per il circo beduino e di amazzoni del raìs, che per la sostanza: un’occasione in realtà di investimenti reciproci, che hanno visto in primo piano Eni, Fincantieri, Impregilo, Unicredit.

I rapporti tra Italia e Libia erano stimati intorno ai 40 miliardi di euro.

Un mare di soldi per cui Berlusconi ha dovuto fare qualche concessione all’amico libico, definendolo persona di grande saggezza e nel corso di un summit baciandogli addirittura le mani.

Ma anche la Francia prima di voltargli le spalle ha corteggiato il raìs. Secondo Paese europeo per importazioni di gas e petrolio dalla Libia, già da due anni vedeva la sua compagnia Total far manovre per allargare il proprio raggio d’azione in terra libica.

Il vento della Storia è girato in fretta, e l’amico di ieri è diventato il nemico da abbattere.

Il presidente Sarkozy ha colto l’occasione al volo, istigando l’Europa all’attacco e riconoscendo per primo il Consiglio Nazionale di Transizione.

Il presidente francese Nicolas Sarkozy:

“Le operazioni militari termineranno quando le cause del conflitto non ci saranno più.

Cioè quando Gheddafi e i suoi non rappresenteranno più una minaccia per il popolo libico”.

L’Italia ha optato all’inizio per una posizione equilibrista, né con Gheddafi ma neppure contro Gheddafi, solo quando lo schieramento guidato da Francia e Regno Unito sembrava il più forte la real politik ha avuto la meglio. E senza pentimento Roma è balzata sul carro del vincitore.

Il premier italiano Silvio Berlusconi:

“ Già lunedì verrà siglato un accordo tra Eni e il nuovo gorverno”

Solo sei mesi fa la fine di Gheddafi era impensabile, il vento di libertà che ha spazzato i cieli del nordafrica invece ha fatto cadere anche il satrapo di Tripoli.