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Francia-Germania: intesa più forte, nonostante il fondo di stabilità


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Francia-Germania: intesa più forte, nonostante il fondo di stabilità

Parigi e Berlino ancora in disaccordo sulle modalità di rafforzamento del Fondo di stabilità finanziario europeo, chiave di volta dell’avvenire della zona euro.

Nicolas Sarkozy e Angela Merkel, alla guida del tandem franco-tedesco, si sono incontrati a Francoforte, a margine della cerimonia di addio di Jean Claude Trichet alla Bce. La Francia si augura che il fondo possa rifinanziarsi direttamente presso la Banca centrale europea. La Germania e la Bce sono contrarie. I due Paesi tuttavia sono più uniti secondo Vivien Pertusot, dirigente dell’Istituto francese di relazioni internazionali a Bruxelles.

“In questo periodo di crisi si sono estremamente ravvicinati”, afferma, “forse più per interesse che per ideologia o per rilanciare la coppia franco-tedesca. Ma si parla sempre più di ‘Merkozy’ per una ragione molto semplice, perché ci sono sempre più summit bilaterali tra Francia e Germania per ridare dinamismo all’Unione Europea”.

Secondo Alexander Graf, eurodeputato liberal-democratico, l’asse franco-tedesco s’inclina verso Berlino, forte della sua buona salute economica.

“Credo che con questa crisi sia diventato ancora più chiaro quanto le riforme economiche degli ultimi 10, 15, 20 anni realizzate in Germania abbiano rafforzato la leadership economica di questo Paese”, dice. “Di conseguenza abbiamo una asimmetria più pronunciata, nell’economia, tra questi due Stati. Sul piano politico, sulla politica estera è evidente che l’attore più forte è la Francia, come dimostra il caso della Libia”.

Visto dai verdi, l’asse Berlino-Parigi non puo’ bastare per salvare il futuro dell’Unione Europea.

“Penso che i responsabili politici abbiano innanzitutto delle agende nazionali, facciano le loro scelte in funzione della situazione politica nazionale, invece che nell’interesse generale europeo o di una visione condivisa dell’Europa”, afferma Pascal Canfin.

Intanto il pragmatismo sembra prevalere, almeno secondo l’eurodeputato del partito popolare, Jean Paul Gauzès.

“E’ assolutamente indispensabile che la Francia e la Germania facciano da motore”, sostiene, “ovviamente occorre farlo con tatto e delicatezza per non offendere altri Paesi, ma l’obiettività obbliga a dire che le idee vengono sempre da Francia e Germania. Il punto è fare in modo che gli altri le accettino”.

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