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La crisi vista dalla Svizzera. Crollo dell'export a causa dle franco forte

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La crisi vista dalla Svizzera. Crollo dell'export a causa dle franco forte

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Sabato scorso la protesta globale contro il sistema finanziario e le politiche di austerità ha spinto in piazza anche diverse centinaia di indignati elevetici.

Nel paese delle banche e dei prodotti di lusso non tutto fila liscio come si vuole far credere.

Chi protesta se la prende con le banche private, critica la mancanza di regole del mercato finanziario e si sente strangolato dalle assicurazioni private sempre piu care e inaccessibili. Se si guardano pero’ i dati macrorconomici la Svizzera resta un oasi di pace in mezzo alla tormenta

I suoi vicini europei sbandano, sommersi da debiti record? Berna ha un debito pari al 39% del Pil. Poca roba, soprattutto se si prendono in considerazione anche la crescita sostenuta e i tassi di occupazione.elevati

Il sistema di scambi in cui viviamo provoca pero’ un backlash che sta mettendo la Confederazione in difficoltà. Il franco svizzero è forte. troppo forte. E’ tornato ad essere, come l’oro, un valore rifugio.

Nell’ultimo anno ha guadagnato il 20% rispetto all’Euro e il 18% rispetto al dollaro. I sindacati ma anche la banca centrale non nascondono la propria inquietudine: almeno 100 mila posti di lavoro sarebbero a rischio. L’export infatti sta subendo forti contrazioni che avranno conseguenze sulla crescita e sulla bilancia commeciale che nel 2010 ha già perso il 3,8%

Il settore industriale è il piu toccato: metallurgia, tessile, componetistica. Anche i piccoli produttori soffrono. L’industria casearia, uno dei fiori all’occhiello del made in Switzerland ha visto crollare la domanda. Quella estera e anche quella interna visto che i consumatori svizzeri approfittando della forza del franco non esitano a prendere l’auto e a fare acquisti oltrefrontiera dove i prezzi sono molto piu bassi.

Altro settore in crisi è quello del turismo, terza fonte di guadagno del paese che ha visto crollare la clientela proveniente dai paesi europei. Molte stanze d’albergo la scorsa estate sono rimaste vuote. A fare trekking sulle Alpi elevetiche e rilassarsi in un centro benessere sono ormai quasi solo i milionari provenienti dai paesi emergenti.