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Shalit: il timido soldato simbolo del conflitto israelo-palestinese

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Shalit: il timido soldato simbolo del conflitto israelo-palestinese

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“Sono Gilad, figlio di Noam e Aviva Shalit”. È l’ottobre del 2009 quando Hamas diffonde il video di Gilad Shalit.

Questo timido soldato israeliano, rapito a 19 anni da un commando palestinese proveniente da Gaza, è ormai da tempo simbolo internazionale del conflitto in Medio Oriente.

Più di cinque anni di prigionia da quel 25 giugno 2006, quando viene sequestrato nei pressi del valico di Kerem Shalom, una postazione militare israeliana al confine della Striscia di Gaza. Nell’agguato due commilitoni vengono uccisi e un terzo gravemente ferito.

L’attentato è rivendicato dalle Brigate Ezzedin al-Qassam, il braccio armato di Hamas.

Cominciano le manifestazioni di solidarietà in tutto il mondo e il braccio di ferro fra Israele e Hamas.

La famiglia di Shalit ha sempre accusato il primo ministro Benyamin Netanyahu di ostacolarne la liberazione.

L’11 ottobre 2011 è arrivato l’accordo con Hamas: un soldato per 1027 prigionieri palestinesi.