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Shalit: grande attesa per l'imminente liberazione

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Shalit: grande attesa per l'imminente liberazione

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Tutto pronto a Mitzpe Hila per accogliere Gilad Shalit che questo martedì torna a casa, dopo cinque anni di prigionia a Gaza, libero in cambio di un migliaio di palestinesi.

Qui al nord, al confine con il Libano, i suoi concittadini lo attendono con ansia: “Sono più che felice di sapere che domani Gilad potrà tornare a casa sua”, spiega una di loro, “il solo pensarci mi rende felice”.

A dargli la libertà, il previsto scambio con i primi 477 prigionieri, reso possibile dal condono della pena da parte del presidente Shimon Perez.

“Ringraziamo il governo di Israele che, nonostante i dubbi, si è fatto carico di una responsabilità collettiva”, ha detto il presidente israeliano, “Consentitemi di abbracciare le famiglie che hanno perso i loro cari in questa guerra del terrore, a cui questa liberazione arrecherà dolore e nonostante questo continuano ad amare la loro nazione con dignità e nobiltà d’animo”.

L’80 per cento degli israeliani approva l’accordo con Hamas ma per le famiglie delle vittime è più dura.

Come per Bench Benzhyamn, che ha perso la sorella in un attentato suicida avvenuto nel ristorante dove lei festeggiava i suoi 27 anni, un giorno che ha cambiato la sua vita: “Quando vado ai festival o altre manifestazioni, non riesco a essere contento come prima. Mi sentirei in colpa”.