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Hollande "l'uomo normale" sfiderà Sarkozy

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Hollande "l'uomo normale" sfiderà Sarkozy

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Con la vittoria di François Hollande alle primarie francesi è l’uomo normale che vince. Per il 57% della gauche francese è lui l’uomo che potrà battere Nicolas Sarkozy alle presidenziali di aprile. Hollande, che ha incentrato la propria strategia sui temi della riforma fiscale e delle difficoltà del mondo giovanile, si è affermato in maniera netta contro la sfidante Martine Aubry:

François Hollande:

“So quale compito mi attende, devo essere all’altezza delle aspettative dei francesi che non ne possono più della politica di Nicolas Sarkozy”.

Quando la scorsa primavera lo scandalo di New York ha travolto Dominique Strauss-Kahn, Hollande ha recuperato il posto di favorito dei sondaggi. Ma il socialista aveva cominciato da tempo a lavorare per arrivare fin qui.

Nasce nel 1954 nel nord della Francia, il padre medico è un simpatizzante dell’estrema destra, la madre è un’assistente sociale, vicino al figlio che ha sempre sostenuto, otto anni fa ne parlava in questo termini:

“Quand’era bambino ci diceva “Quando sarò grande farò il presidente”, non lo prendevamo sul serio, cosî come non lo prendiamo sul serio oggi”.

Studente all’Ena, la scuola dell’amministrazione che prepara la futura classe dirigente francese, insegnante nella facoltà di Scienze politiche, allievo di Jacques Delors e collaboratore di Mitterrand e Jospin, Hollande e’ sempre vissuto nell’ombra di rue de Solferino.

A casa invece vive all’ombra dell’ex compagna Ségolène Royal che riesce a rubargli costantemente la scena.

Per 11 anni segretario del Ps, dal 1997 al 2008, si lascia alle spalle un bilancio deludente.

Nonostante le vittorie locali, incassa sconfitte alle presidenziali, nel 2002 con Lionel Jospin candidato e quella piu’ amara, nel 2007.

Nel 2007, Lionel Jospin si ritira dalla politica, il momento atteso sembra finalmente giunto, ma è ancora Ségolène a avere la meglio.

La Francia sembra essere presa da una sorta di segolenemania cui anche Hollande deve inchinarsi.

Il cammino verso l’Eliseo resta una storia di convincimento personale. François Hollande lo sa meglio di chiunque altro.

Fine gennaio 2011, alcun giornalista gli dedicava neppure un rigo. Tutti hanno allora gli occhi puntati su Dominique Strauss Kahn.

La candidatura di quest’ultimo esplode in volo a New York e Hollande capisce che il suo momento è arrivato. A marzo rompe ogni indugio.

“Ho deciso di presentare la mia candidatura alle presidenziali del 2012”.

A dispetto di tutto, François Hollande è riuscito a costruirsi un destino presidenziale inaspettato.