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Seconda giornata del G20 finanza a Parigi

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Seconda giornata del G20 finanza a Parigi

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I ministri delle finanze e i governatori delle Banche centrali del G20 discutono del debito dei paesi dell’Eurozona. La questione centrale è se dotare o meno il Fondo Monetario Internazionale di maggiori risorse per soccorrere i paesi in difficiltà.

Gli Stati del gruppo Brics, emergenti, spingono per aumentare la loro contribuzione nell’Fmi in cambio di maggior peso all’interno dell’istituzione. L’economista Rob Carnell:

“Brasile, Cina, India e Sudafrica non vogliono che l’eurozona fallisca e che si contragga. E’ nel loro interesse vedere un’eurozona forte e quindi dare una mano per cercare di trovare una soluzione”.

La questione era stata sollevata dalla direttrice dell’Fmi: Christine Lagarde ha dichiarato che le possibilità di intervento del fondo nei prossimi 12 mesi sono di 385 miliardi di dollari. Cifra ritenuta inadeguata per far fronte a un’eventuale estensione della crisi.

Le economie avanzate, in primis gli Stati Uniti, appoggiati dalla Germania, sostengono che le capacità del Fondo sono sufficienti. Al vertice europeo del 23 ottobre Bruxelles presenterà la sua ricetta anti-crisi.