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La protesta degli indignati diventa globale

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La protesta degli indignati diventa globale

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Il grido di rabbia contro banche, politici e istituti finanziari si fa sentire oggi in oltre 950 città di tutto il mondo, da New York alla Tanzania fino in Alaska. Qui siamo a Tokyo, dove a centinaia sono scesi in piazza condannando la strategia del profitto a ogni costo degli istituti finanziari. Un manifestante:

“Ogni giorno lavoro tra le 12 e le 16 ore. Il mio ufficio è a casa e anche se può sembrare rilassante, in realtà lavoro da quando mi sveglio a quando vado a dormire. Questo impiego non mi fa vivere bene e, non posso mantenere una famiglia e non posso neanche lontanamente pensare di sposarmi o avere dei figli”.

A Sydney circa duemila persone si sono radunate di fronte alla sede della Central Reserve Bank australiana.

“Bé non stiamo parlando solo di cambiare il governo. Penso che quello di cui tutti parlano qui è cambiare l’intero sistema. Il modo in cui il denaro domina la nostra vita politica”.

Giornata di mobilitazione anche in Italia. Il principale corteo è a Roma, dove si attendono circa 200 mila persone. Imponente ovunque lo schieramento delle forze dell’ordine.