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Siria: il "venerdì dell'esercito libero"

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Siria: il "venerdì dell'esercito libero"

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Intitolando l’ennesimo venerdì di protesta il “venerdì dell’esercito libero”, i militanti siriani pro-democrazia hanno chiesto ai militari di abbandonare il servizio e unirsi alla protesta. Nella stessa giornata le Nazioni Unite hanno chiesto un’azione internazionale per mettere fine a una repressione definita “spietata” che potrebbe portare a una guerra civile. Euronews ha raggiunto telefonicamente un membro dell’opposizione:

“E’ certo che ci saranno sempre più defezioni nell’esercito. All’inizio i soldati che se ne andavano erano pochi e circoscritti, ma ora questo fenomeno sta diventando sempre più rilevante e minaccioso per lo stesso regime”.

I soldati si trovano sempre più spesso confrontati a una resitenza armata. L’appello a ulteriori defezioni avviene all’indomani di una nuova giornata di sangue che ha visto tra le vittime principalmente soldati: 36 morti in tutto il paese, 25 erano militari.

Le dimostrazioni anti-regime, iniziate il 15 marzo, hanno fatto oltre 3 mila morti secondo l’Alto commissariato dell’Onu per i Diritti Umani.