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Nuova Zelanda: l'armatore della nave Rena chiede scusa

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Nuova Zelanda: l'armatore della nave Rena chiede scusa

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Alcuni container della nave Rena incagliata in Nuova Zelanda sono finiti sulle spiagge della costa orientale. E’ l’immagine del disastro ecologico al largo di Tauranga, sud-est di Auckland, nel giorno in cui l’armatore greco proprietario dell’imbarcazione, incagliata sulla barriera corallina, si scusa con la popolazione locale.

Le cisterne di petrolio della nave, che presenta ampie crepe nello scafo, hanno resistito finora al mare agitato, tre rimorchiatori stanno cercando di evitare che affondi. Finora in mare sono finite 300 tonnellate di carburante. La nave trasportava più di 1300 container, un’ottantina sono dispersi, tra cui uno carico di sostanze pericolose.

Intanto sono stati fermati per aver organizzato la navigazione in condizioni rischiose il capitano e il secondo ufficiale, liberati provvisoriamente su cauzione. Rischiano una multa di almeno 5700 euro e un anno di carcere. I rischi per l’ambiente sono enormi: nell’immediato la morte degli animali che hanno ingurgitato idrocarburi, che nel tempo si accumulano negli organismi colpendo il sistema genetico e riproduttivo.