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Cile, la vita dura dei minatori salvati un anno fa

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Cile, la vita dura dei minatori salvati un anno fa

Cile, la vita dura dei minatori salvati un anno fa
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Un anno fa, la salvezza in diretta mondiale dei 33 minatori cileni, estratti uno a uno dopo 69 giorni vissuti in condizioni proibitive a 700 metri di profondità.

Un momento di gloria che apriva le porte a un futuro senza più miniera, fatto di libri, film e popolarità.

Dodici mesi dopo, invece, la maggior parte di loro fa i conti con le conseguenze fisiche e psichiche del trauma, con la mancanza di lavoro e di soldi.

“Sono Dario Segovia, un minatore che ha avuto sfortuna e attraversa un momento molto brutto. Non ci sono soldi, non ho un soldo. Mi resta la volontà di lavorare e di andare avanti, è tutto quello che ho con la mia famiglia”.

Oltre al danno, le beffe, denuncia Omar Reygadas, un altro sopravvissuto: “A volte mi sento incompreso, a volte, in qualche modo, un po’ insultato da persone che pensano che siamo pieni di soldi, quando non è davvero il caso. Le persone pensano che stiamo facendo soldi con questa storia ma non è vero”.

Un anniversario amaro per chi è scampato alla morte e dalle gallerie crollate della miniera riusciva dopo 17 giorni di isolamento totale a mandare il primo messaggio di speranza in superficie.