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Spiegare la scienza in film. La scommessa di "Pariscience"

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Spiegare la scienza in film. La scommessa di "Pariscience"

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Uno sguardo ludico e divertente su una materia oscura e complessa come la scienza. E’ quanto Parigi si è proposta di offrire negli scorsi giorni al suo pubblico. Giovanissimi e non solo, il target a cui si rivolge “Pariscience”: festival del film scientifico, che dai Jardins des Plantes ha declinato la sua settima edizione in dibattiti e una quarantina di film.

Sogno e realtà di creature bioniche capaci di superare i limiti dell’Homo Sapiens e promettere l’immortalità sono alla base di “Un homme presque parfait”: documentario premiato da una giuria di studenti, con cui la francese Cécile Denjean ripropone il dibattito su derive e limiti di una ricerca, che ci proietta già nel futuro.

Colpire la discriminazione alla radice è poi l’intento che si propone “Une question de couleur”. Cinquantadue minuti di coproduzione con Francia e Australia, con cui l’italiano Franco Di Chiera mette le recenti conquiste scientifiche al servizio dell’integrazione, per dimostrare – con semplicità -, l’infondatezza del padre dei pregiudizi.

Come ad ogni festival che si rispetti, non poteva poi mancare l’angolo del buonumore. Anche qui l’approccio è però rigorosamente scientifico: “Une histoire naturelle du rire” il titolo di un documentario che ripercorre le tappe di una ricerca sconosciuta ai più: quella sulla “risata”.