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Nuova Zelanda: evitare la catastrofe

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Nuova Zelanda: evitare la catastrofe

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È la peggior catastrofe ambientale della storia del Paese.

La sentenza del ministro dell’ambiente newzelandese, Nick Smith, è impietosa.

Dal Rena, la nave portacontainer che si è incagliata al largo delle coste della Nuova Zelanda sono già fuoriuscitie centinaia di tonnellate di carburante.

Il cargo è arenato da mercoledì nella barriera corallina di Astrolabe, al largo di Tauranga, nella baia settentrionale di Plenty.

Dopo una notte di tempesta, la squadra di salvataggio di 36 persone, impegnate a bordo, è stata fatta evacuare.

Andrew MacRae, di radio New Zealand:

“Tutto è rimesso nelle mani del mare; non c‘è più nessuno a bordo in questo momento, è buio e non si vede niente. Con tutto il petrolio che c‘è a bordo, …l’altro giorno hanno cercato di recuperarlo pompandolo in una chiatta, che è rimasta danneggiata, ma su 1700 tonnellate ne hanno recuperate solo 11. Se il tempo lo permetterà ci riproveremo, non sarà prima di 24, 48 ore”.

Procedono, intanto, a pieno ritmo le operazioni di pulizia sulle spiagge, raggiunte dalle dense bolle di petrolio.

Barry Connolly, pescatore:

“Chi ha visitato la baia hanno detto che è uno dei posti più belli del mondo, non so se si possa vedere alla televisione, ma siamo veramente furiosi”.

La marea nera ha già ucciso diversi uccelli marini, fra cui pinguini blu caratteristici della zona.

Le autorità avvertono che il disastro ambientale potrebbe essere immenso, se finiranno nella baia le 1700 tonnellate di greggio pesante che la nave trasportava.