ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Nuova Zelanda: la marea nera vista da un pescatore

Lettura in corso:

Nuova Zelanda: la marea nera vista da un pescatore

Dimensioni di testo Aa Aa

Il petrolio devasta le coste neozelandesi. Alla base, forse, un errore umano, un comandante che guida in preda ai fumi dell’alcool.

Attoniti, i residenti di Tauranga sono stati i primi a intervenire per salvare flora e fauna.

Barry Connelly, che dalla sua casa di pescatore vede il cargo incagliato da mercoledì, ci parla al telefono dell’incredulità e della rabbia della popolazione: “Qualcuno ha colpito quella barriera corallina che in realtà dovrebbe essere preservata. Non ci sono scuse per una cosa simile. È ben segnalata, c‘è un faro sull’isola che si trova proprio lì accanto. È riportata da ogni carta nautica e con gli strumenti attuali semplicemente non ci sono scuse. C‘è molta rabbia e credo sia giusto così. Per quanto riguarda la mancanza di risposta immediata, un sacco di gente, me compreso, pensava che ci sarebbero state petroliere o altro, là fuori il giorno dopo, per recuperare il combustibile. Mi rendo conto che ciò richiede molta organizzazione. Spero solo che qualcuno ai vertici snellisca un po’ la burocrazia e riesca a intervenire molto velocemente”.

Sulla spiaggia i residenti si danno da fare per ripulire la sabbia intrisa di bolle di petrolio, mentre esercito ed esperti di tutto il mondo sono impegnati nelle operazioni di pompaggio, raccolta e contenimento del greggio, ostacolati dal maltempo.