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Le banche europee nella tormenta

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Le banche europee nella tormenta

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Le banche europee nell’occhio del ciclone. Dopo il caso della franco belga Dexia smantellata dalle rispettive autorità di gestione, dopo l’abbassamento del rating da parte di Moody ‘s alle due principali banache italiane e a due grandi istituto di credito britannci, viene da chiedersi se la crisi del debito abbia messo a nudo la fragilità del sistema bancario.

Una debolezza che i ripetuti inviti alla cautela espressi dalla Banca Centrale Europea hanno lasciato spazio ad acquisti massicci di obbligazioni dei paesi a rischio. Il problema é che in caso di fallimento, pilotato o meno, della Grecia parecchi istituti di credito, con in testa quelli francesi, sarebbero in serie difficoltà. E pensare che solo alcuni mesi fa gli stress test si erano conclusi con un coro di applausi sulla solidità delle banche europee

Dexia, istituto franco blega specializzato nel credito agli enti locali, é la prima vittima della crisi del debito che sta colpendo la zona euro. Ce ne saranno altre? Ne parliamo con Marc Touati economista francese

euronews:
Monsieur Touati altre banche in Europa potrebbero subire la stessa sorte?

Marc Touati: Per il momento no: non bisogna infatti drammatizzare, la situazione di Dexia é vecchia di tre anni. Come dire che già tre anni fa si sarebbe dovuto pensare allo smantellamento e per ragioni politiche non lo si é fatto. Oggi invece non lo si può più evitare perché i rischi sul debito sovrano presi da Dexia sono troppo importanti. Risultato ci sono due situazioni: o si salva la zona euro e non si avrà cosi un effetto domino per le banche francesi ed europee, o si lascia fallire la Grecia incapace di fara fronte al rimborso del debito con un effetto domino e il settore bancario francese e europee é in pericolo

euronews:
Oggi gli istituti di credito non vogliono più prestare denaro per paura di non rivederlo. crede che il sistema stia scoppiando?

Marc Touati:
Il vero pericolo é una sorta di circolo infernale dove il sospetto pesa sulle banche e purtroppo i dirigenti politici non riescono a dire basta: la ricreazione é finita. I politici non riescono a dire se si o no la Grecia si salverà, stesso discorso sull’euro e dunque questa incertezza crea tensioni all’interno delle banche e ci si chiede chi sarà il prossimo.
Ma ripeto non bisogna drammatizzare. I bilanci delle banche sono molto meno peggio che nel 2008, i rischi sono molto meno elevati, e il pericolo é che per questo motivo le banche non hanno preso rischi bloccando il finanziamento dell’economia

euronews:
Dopo mesi di tira e molla tedeschi e francesi hanno detto si alla ricapitalizzazione delle banche europee. E’ una buona notizia?

Marc Touati:
Sono mesi che aspettiamo misure concrete, ci sono stati annunci, ma non vere decisioni il che é pericoloso sia per le banche, ma anche per l’economia della zona euro, perché oggi siamo al limite della recessione, forse ci saremo già nei prossimi mesi e non si consente alle banche di dare più crediti allora si che la recessione diventa sempre più grave. Dunque chi dice recessione, dice più deficit, più debito pubblico e quindi il circolo vizioso del debito prosegue non solo in Grecia per tutti i paesi della zona euro: il pericolo é qui perché i dirigenti non prendono il toro per le corna.

euronews;
E gli effetti sull’economia reale? In altre parole i risparmiatori europei devono temere per le proprie economie?

Marc Touati:
No, non credo proprio che siamo a questi punti: non c‘è alcun rischio per i risparmi nelle banche europee. Certo se domani la zona euro fallisse ci saranno difficoltà, ma l’eventualità é ancora lontana e spero che un simile scenario non avverrà. Dunque il rischio sul risparmio é limitato, invece c‘è un rischio per la crescita in quanto le banche ci vanno con i piedi di piombo nella concessione del credito, una situazione difficile sulla liquidità, sui corsi di borsa e quindi se c‘è meno credito le la crescita diminuisce, la disoccupazione aumenta, con piu’ deficit . E’ questo il vero pericolo oggi.